Home Cronaca Rifiuti Roma, perchè Viterbo continuerà ad essere sommersa dall’immondizia mandata da Zinga
Rifiuti Roma, perchè Viterbo continuerà ad essere sommersa dall’immondizia mandata da Zinga

Rifiuti Roma, perchè Viterbo continuerà ad essere sommersa dall’immondizia mandata da Zinga

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Non è difficile capire perché, grazie a Zinga e alla totalità dei partitoni, partitucoli e partitini rappresentati nel parlamentino della Pisana, Viterbo sarà presto sommersa dall’immondizia proveniente da quasi tutto il Lazio. Un po’ c’entra la storica sudditanza della nostra terra nei confronti dei poteri centrali, un po’ c’entra un quadro politico, nazionale, regionale e locale, che è quanto di peggio la nostra ormai lunga memoria ricordi. Il governo centrale di Super Mario Draghi, malgrado possa contare su un’ampia maggioranza parlamentare, si regge in realtà su equilibri politici delicatissimi che coinvolgono anche l’unico partito ufficialmente all’opposizione (Fratelli d’Italia).

Il do ut des tra “maggioranza” e “opposizione”, tanto sotterraneo quanto continuo, a meno che non si verifichi nel frattempo qualche imprevisto, durerà infatti fino alla scadenza naturale della legislatura (2023). La partita tra la Regione Lazio e il comune di Roma è invece un po’ più complessa e a nessuno, finché non si capirà se Virginia Raggi intenda o meno candidarsi nuovamente come sindaco della capitale, conviene mettere in crisi l’amministrazione regionale. Nicola Zingaretti, che nel 2018 ha vinto le elezioni regionali senza ottenere la maggioranza in consiglio regionale (la classica situazione della cosiddetta “anatra zoppa”), sono anni che si barcamena con accordi sottobanco con questo o quel consigliere, questo o quel partito d’opposizione.

Neppure la cooptazione in maggioranza del Movimento 5 Stelle ha sostanzialmente modificato questo deprecabile modus operandi. Ne è la prova l’elezione di Marco Vincenzi (zingarettiano di ferro) come presidente del consiglio regionale al posto del dimissionario Mario Buschini (altro zingarettiano di ferro). Vincenzi è stato infatti eletto grazie all’assenza strategica del gruppo consiliare di Forza Italia e al voto di un consigliere della Lega Salvini. Quindi finché Virginia Raggi non deciderà cosa fare da grande, Zinga resterà ben saldo sulla poltrona di presidente della regione.

Senza che l’opposizione di centro-destra lo disturbi non più del dovuto e del consentito (dagli accordi sotterranei). Solo la rinuncia di Raggi e la conseguente candidatura di Zinga come sindaco di Roma sotto le insegne giallorosse potrebbe portare alla fine dei pataracchi maggioranza-opposizione in regione e a elezioni anticipate. Ma fino a quel momento, vicino o lontano che sia, non saranno certo le chiacchiere in malafede del centro-destra stra-regional e stra-local o le sparate dei folcloristici civici viterbicoli a fermare i camion zingarettiani colmi di immondizia diretti a Viterbo. Si accettano scommesse.

(Peppino Pulitzer)

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