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Viterbo web, sbatti il neonato morto in prima pagina, lo stile è l’uomo

Viterbo web, sbatti il neonato morto in prima pagina, lo stile è l’uomo

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Nei libri autobiografici dei grandi giornalisti italiani (Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa e altri) c’è un episodio ricorrente. Giovane cronista alle prime armi, la futura grande firma deve assolutamente trovare la foto di un morto in incidente o in una rapina. Allora si precipita a casa del morto insieme a un collega e, mentre questo distrae i familiari, sottrae di nascosto da un cassettone o da una cornice una foto del defunto. Articolo più foto: missione compiuta. Malgrado la vergogna che deriva dalla cattiva azione. Questo accadeva nell’Italia del dopoguerra, quando ancora non esistevano i social da cui “rubare” le foto dei morti e dei pregiudicati. Ci sono però dei limiti segnalati dalle leggi per la tutela dei minori che, ad esempio, impongono di “oscurare” i volti dei minorenni coinvolti in casi (non solo) di cronaca nera.

E poi c’è la deontologia (un parolone, ci rendiamo conto, di cui molti pennaruli stra-local ignorano persino l’esistenza e il significato) e il rispetto che è sempre dovuto, leggi o non leggi, ai familiari di un morto, specie se minorenne. All’ospedale di Belcolle, qualche giorno fa, è morto un neonato nato prematuro. Siccome al momento della nascita, a detta dei medici, non presentava alcuna patologia, i genitori hanno presentato una denuncia per accertare se la morte del piccolo dipenda da una negligenza dei camici bianchi. La procura della Repubblica di Viterbo intanto ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Fin qui la cronaca nuda e cruda. Poi c’è la miseria, umana e giornalistica, di chi utilizza le foto del neonato per “arricchire” i propri pezzi di cronaca. Foto che il quotidiano on line ha sicuramente avuto dai genitori del piccolo.

A loro, giustamente, interessa che sia fatta luce sulla morte del figlio, quindi in questo caso anche una sua foto può servire allo scopo. Al webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo, al contrario, interessano solo i contatti, i “like” e tutta la pubblicità, diretta e indiretta, che la foto “in esclusiva” del neonato può portare al sito. Da una parte la sacrosanta richiesta di giustizia di una famiglia distrutta, dall’altra il “pane e salame” di chi senza problemi fa mercimonio di tutto e tutti. Questo sito quelle foto, per tanti comprensibili motivi che è inutile elencare, non le avrebbe mai pubblicate.

C’è chi, invece, approfittando dell’ansia di giustizia di due genitori devastati dal dolore, le pubblica senza problemi. Lo stile è l’uomo. E un uomo senza stile non è un uomo. La definizione di cosa sia la lasciamo alla sua coscienza. Se ne ha una.

(Peppino Pulitzer) 

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