Home Politica Viterbo, Viterbo unica in Italia , “Allarme siam fascio-comunisti (ex diesse), emo fatto ‘l partito, è il momento de fa’ l’affari nostri!”, a Palazzo Gentili si entra nella storia
Viterbo, Viterbo unica in Italia , “Allarme siam fascio-comunisti (ex diesse),  emo fatto ‘l partito, è il momento de fa’ l’affari nostri!”, a Palazzo Gentili si entra nella storia

Viterbo, Viterbo unica in Italia , “Allarme siam fascio-comunisti (ex diesse), emo fatto ‘l partito, è il momento de fa’ l’affari nostri!”, a Palazzo Gentili si entra nella storia

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Allora regà, mo che sè votato a Montecastellana e co’ le ultime nomine emo completato ‘l quadro dell’amministrazione provinciale, potemo finalmente ‘comincià a parlà de robbe serie: appalti, piani regolatori de li comuni che amministramo insieme, ma anche no, bandi, fondi europei, eccetera. A parlà de politica, ‘nsomma. In queste, come in altre cose, ciabbiamo quella che se dice identità de vedute. Tantè vero che certe volte penzo che ‘ste differenze tra noi e voi, sinistra e destra, in fondo non esistono, che stamo a creà, proprio qui nell’Alto Lazio, un nuovo partito, una visione politica diversa e vincente… Tu che ne penzi, Mauriziè?

‘A Rico, e che devo penzà? Sì, ciai ragione, ma forse corri ‘mpo’ troppo. C’è ‘l locale e ‘l nazionale, sò due piani diversi, anche se a volte pure lì è entrato in azione il soccorso rosso e il soccorso nero… Magara semo ’mpo’ fasciocomunisti, come dice quello scrittore de Littoria col cappelletto, il famoso Alessandro Pernacchi…

Fasciocomunisti? Ma parlate pe voi, io sò democristiano cosììììììììììììììììììììì, co’ due gobbe!

‘A Memoli, non t’allargà, che senza di noi altro che sinnaco, manco ‘l consijere comunale facevi!

Sì, però…

Essibono Memoli, che ‘sto novo partito potrebbe anna bene pure pe te!

Scusate se intervengo…

Ma figurate, Franze, parla, parla pure…

La mia storia politica la conoscete: estrema sinistra, piccì, pidiesse, diesse e poi destra, prima Pini e poi Lucia Cocomeri. Per qualcuno ero un traditore, un venduto e robba del genere. Da quando i nostri gruppi, che rappresentano una larga parte dei partiti esistenti, governano buona parte di questa provincia, per tutti sono diventato una sorta di ante litteram…

Ante che?

Precursore.

Ah, mo è ‘mpò più chiaro…

La scissione di Livorno del 1921 (socialisti da una parte e comunisti dall’altra) è preceduta dalla nascita, da parte di un ex socialista come Mussolini, di un piccolo e velleitario raggruppamento che darà vita al partito fascista, che ai suoi albori è rivoluzionario quanto e più della sinistra, che al suo interno raccoglie rivoluzionari, conservatori, nazionalisti, eccetera. Anche quando il fascismo si strutturerà come regime, scendendo a patti con la monarchia e la chiesa cattolica, non riuscirà ad attenuare le spinte rivoluzionarie al suo interno. Berto Ricci e “L’Universale”, fascisti di sinistra come i fratelli Puccini, Ruggero Zangrandi, Pietro Ingrao e altri, poi c’è il fenomeno dei fascisti rossi, dei repubblichini passati armi e bagagli al piccì, gente dai destini diversi come Stanis Ruinas, Lando Dell’Amico, Giose Rimanelli, Piero Vivarelli e tanti altri che diventeranno quadri e dirigenti del psi e del piccì…

‘A Franze, ma che hai passato la notte a legge Uichipidia! Ah, ah, ah!

A differenza tua, ho frequentato la scuola di partito, le Frattocchie, e ho letto e leggo tanti libri…

Purio leggo, ma preferisco fà la ginnastica piuttosto che legge…

Ah, ah, ah! ‘A Rico, lo sapemo che ginnastica te piace fà…

Ce lo sai, eh… Ah, ah, ah!

Che grossier di paese! Scusate, scusate, fatemi finire!

Parla, Franze, che te stamo a sentì, daje!

Per arrivare ai giorni nostri, mi piace citare il fenomeno del Socialismo Tricolore, che avvicinò una parte della destra al socialista e patriota Craxi, e la riscoperta del fasciocomunismo da parte non solo del citato Pernacchi ma anche di un intellettuale della nuova destra come Marcello Veneziani (mitica una cover della sua Italia Settimanale: Fascio e Martello) e di un intellettuale del vecchio piccì come Oreste Del Buono. Poi Mani Pulite, la Seconda Repubblica, la discesa in campo di Berlusconi, il bipolarismo Destra-Sinistra, la nascita del cicalismo, il populismo, il sovranismo e… noi! Sì, noi, perché proprio da qui, da questa provincia abbandonata, da questa landa sperduta, può nascere un nuovo partito che aggreghi, come in fondo stiamo facendo, destra e sinistra, socialisti e sociali, democratici e cristiani. Un po’ quello che accadde in Sicilia nel 1958 con il governo Milazzo…

Ecchedè ‘sto governo del mazzo?

Milazzo, Rico, Milazzo… Era un governo formato da piccì, mis, dissidenti diccì e presieduto da un democristiano, Milazzo, appunto.

I democristiani servono sempre!

‘A Memoli, e consolate ‘mpo’ co’ st’ajetto!

Mo hai capito, Rico?

Eccerto che ho capito. Ma ora che emo fatto ‘l partito, è il momento de fa ’ l’affari nostri! Damoje giù!

Vabbè, io vado, che devo finire una videopera..

Ciao, Franze, ciao…

Che grossier di paese, non ci pensano proprio che qui stiamo, anzi sto facendo la Storia!

(Vittorio Stress)

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