Home Politica Viterbo, verso le comunali, una domenica viterbicola pre-elettorale come tante, dal “civismo” di Scuderi all'”Indietro tutta” di Arena
Viterbo, verso le comunali, una domenica viterbicola pre-elettorale come tante, dal “civismo” di Scuderi all'”Indietro tutta” di Arena

Viterbo, verso le comunali, una domenica viterbicola pre-elettorale come tante, dal “civismo” di Scuderi all'”Indietro tutta” di Arena

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E’ una domenica viterbicola qualunque, una domenica viterbicola pre-elettorale. Tra ieri e oggi, per chi ancora crede che la democrazia in Italia sia una cosa seria (non lo è più da un pezzo, ma facciamo finta), si sono succedute a Viterbo inaugurazioni, riunioni, gazzettinate, webgazzettinate e carnevalate (in fondo ci siamo, in pieno Carnevale) più o meno emblematiche. Titola il webgazzettino più di regime e più letto dell’universo: Rotelli o Ubertini (come papabili alla carica di sindaco di quello che un tempo era il centro-destra). Siamo alla parodia della parodia: da O Roma o morte a O Roma o Orte fino al più stra-local O i Cappuccini o il Paradiso (intesi come quartieri della “Viterbo bene”).

Tra questo complicato dilemma rionale che leva il sonno persino al macellaio di fiducia di Paolo monoculus Manganiello, si è fatto sentire, irresistibile, il richiamo dello ius sanguinis viterbiculis. Ha scritto infatti ieri su “Il Foglio” il giornalista (viterbicolo d.o.c.g. da mille generazioni) Simone Canettieri: “La linea di FDI è di accaparrarsi più bandierine possibili nei capoluoghi chiamati al voto (prima che iniziasse la direzione è scattato in sala un coro “Rotelli sindacoooo”, in onore di Mauro Rotelli, deputato e responsabile comunicazione del partito, che Giorgia vorrebbe sindaco a Viterbo)”. Mauretto Rotelli sindaco: Giorgia (intesa come Meloni) lo vuole! Alleati, elettori, gazzettini e webgazzettini se ne facciano una ragione, non decidono loro chi sarà il prossimo sinnaco de Veterbe.

Decide Giorgia. Ignaro di tutto ciò, l’ex sindaco Giò Tenerone Arena ieri ha riunito gli amici (dice lui) forzitaliani per esibirsi nell’ennesima “indietro tutta”. Quando anche ai sampietrini era noto che lo statista magnocanepinese Alessandro Romoli sarebbe diventato presidente della provincia grazie a un’alleanza inciucista PD di Rico Panunzi il Grande-Forza Italia di Battiston de Battistoni-Erbetti-Barelli-voltagabbana vari, Giò Tenerone proclamò solennemente che mai e poi mai avrebbe votato per la provincia una maggioranza che non fosse genuinamente di centro-destra. Poi votò senza problemi Romoli e fu sfiduciato dai suoi alleati leghisti e fratellitaliani. Dopo aver minacciato per settimane e settimane che avrebbe comunque partecipato, anche a costo di presentarsi in solitaria con una lista civica, alle elezioni comunali come candidato sindaco, ieri Arena, tanto per cambiare, ha fatto l’abituale “indietro tutta”: non mi candiderò come sindaco, farò quello che dice il partito.

Sono Giò Tenerone, mica Giò Cuor di Leone! Evocato da nulla dei banchi della Sala-osteria d’Ercole, il desaparecido (ex) consigliere comunale (prima forzitaliano poi barelliano) Fabrizio Purchiaroni ha dichiarato alla pagina locale di un quotidiano romano che “Forza Italia ha fatto bene ad allearsi col Pd in Provincia. Oggi vedo Forza Italia molto lontano dall’asset Lega Fratelli d’Italia. Per me sta al centro, quindi ciò che è successo non mi ha affatto stupito, in quanto ci sono più valori di centro che di destra. In un certo senso me lo aspettavo che si sarebbe verificato poco dopo: era naturale che si arrivasse a questo. Si poteva fare un governo ancora più largo, sul modello Draghi. Replicare l’asse Pd-Fi in Comune? Sicuramente non si può ritornare col vecchio centrodestra, perché prima o dopo farebbe la stessa fine. E’ necessario un progetto nuovo, sposato da un gruppo dirigente coeso, che non miri solo alla vittoria fine a se stessa, ma che sia in grado di governare la città. So bene che è molto difficile ma se si ripropongono le stesse persone il risultato non vedo come possa cambiare”. Lanciato ormai nei panni della Cassandra stra-local, l’ingegnere prestato alla politica non vede bene la situazione. “Secondo me – vaticina il Purchiaroni – è molto poco chiara, non ci trovo nulla di buono. C’è solo l’ambizione alla vittoria, si antepone il personalismo alla cosa pubblica. Si parla solo di candidati, non vedo quindi una buona alba per la città. Se non vedo una possibilità chiara e positiva per Viterbo probabilmente non mi ricandiderò, poi bisogna vedere gli schieramenti: se non sarà garantita una possibilità di governo non ci starò”.

Lettori ed elettori non fanno in tempo a riprendersi dallo shock per la ventilata non candidatura di Cassandra Purchiaroni alle prossime comunali, che un altro desaparecido, il candidato sindaco “civico” Giovanni Scuderi, torna prepotentemente alla ribalta. Una sua visita, a quanto si legge in un comunicato ufficiale ripreso da molti siti, ha allietato il sabato del villaggio, assai poco leopardiano, degli abitanti della frazione di Roccalvecce. Viste le folle oceaniche accorse, “Giovanni Scuderi per Viterbo” prossimamente replicherà l’iniziativa per gli abitanti di Tobia, Monterazzano, Montecalvello, Ponte di Cetti, Grotte Santo Stefano, Vallebona e non solo per loro.

D’altra parte, cosa c’è di meglio da fare il sabato pomeriggio, se non una bella passeggiata all’aria aperta prima di attovagliarsi in qualche bel ristorante o a casa di amici? Concludiamo questa carrellata politica con Chiara Frontini, che ieri ha inaugurato, nella centralissima piazza delle Erbe, l’elettoralistica Casa Viterbo, che sarà aperta a tutta la cittadinanza. Tanta partecipazione e tante interviste. Fusse che fusse la vorta bbona, per citare un’antica battuta di Nino Manfredi, per Chiara Frontini sindaco? In attesa di un vaticinio di Cassandra Purchiaroni, di fronte a tanta (e sospetta) unanimità, non possiamo che replicare quanto già scritto: timeo Danaos et dona ferentes.

(Enrico Zemmurri)

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