Home Cultura Viterbo, verso le comunali, la mancanza totale della sinistra e di un Pd progressista e alternativo che spinge la politica tutta a destra
Viterbo, verso le comunali, la mancanza totale della sinistra e di un Pd progressista e alternativo  che spinge la politica tutta a destra

Viterbo, verso le comunali, la mancanza totale della sinistra e di un Pd progressista e alternativo che spinge la politica tutta a destra

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Chiunque si trovi ad avere a che fare con la politica viterbese la prima cosa che noterà è una prevalenza culturale, organizzativa e di pensiero della destra succeduta all’andreottismo,  radicata sul territorio e nella mentalità popolare: Viterbo è una città di destra fino al midollo, conservatrice e immobile, ma anche per mancanza totale di un’alternativa che provenisse da sinistra. E non parliamo neanche di questi anni dove le differenze tra i due schieramenti si son fatte ovunque più sottili, ma di un deficit politico-progressista che esiste appunto dal tramonto del centrismo democratico cristiano.

In questi anni ogni proposta proveniente da sx è sembrata solo essere finalizzata al raggiungimento del potere, slegata da ogni slancio ideale, incapace di essere, come dicevamo, alternativa, al pensiero conservatore, ma quasi mimetizzata, nascosta in un moderatismo tattico che altro obiettivo non si pone che l’entrata nella stanza dei bottoni.

Anche i candidati sindaci del csx sono sempre apparsi timidi, talvolta “borghesotti” un po’ in là con gli anni, messi lì a rassicurare, a dare l’idea di una continuità con la politica della destra, mai ricordati per qualche tentativo di innovazione o di cambiamento.

Ed anche il pd che affronterà le comunali 2022 lo farà puntando sulla solita macchina clientelare, profittando di coperture economiche regionali e di fondi da poter distribuire, ma senza un’ idea politica, senza attenzione per le fasce più deboli della popolazione, per l’ambiente, per l’evoluzione della mentalità ed il rilancio culturale e progettuale di Viterbo,

Per questo nella vetus urbs le differenze tra schieramenti sono poco significative ed anche i pochi cambi di passo negli anni sono sempre ugualmente arrivati da destra, non estremista, ma resa  attraente dal solito bagno moderato.

Ma ne è venuto fuori un modo di amministrare scialbo e senza invenzioni, sempre uguale a se stesso, pieno di inciuci, compromessi, fatto spesso di un trasversalismo torbido e stomachevole.

Una città abbandonata a se stessa sulla cui testa non si fanno che affari, affarucci e conventicole: dove la sinistra fa a gara ad assomigliare alla destra e dove l’humus progressista nessuno lo ha visto e sentito, ora poi non ne parliamo proprio, con la svolta bielorosso-canepinese siamo proprio all’uso padronale della politica e alla dittatura  dei paeselli di duemila abitanti, Sempre più ai margini del mondo reale, fuori dall’occidente evoluto.

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