Home Politica Viterbo, verso le comunali: ed ora il testardo “Felicetto” insiste per candidare a sindaco il “cuginetto Lallo” (Ubertini)
Viterbo, verso le comunali: ed ora il testardo “Felicetto” insiste per candidare a sindaco il “cuginetto Lallo” (Ubertini)

Viterbo, verso le comunali: ed ora il testardo “Felicetto” insiste per candidare a sindaco il “cuginetto Lallo” (Ubertini)

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Una ne pensa e una ne vuol fare il prode e testardo oste-senatur Felicetto Fusco: ora si è messo in testa che il “cuginetto Lallo” (ha lo stesso cognome della moglie) debba essere il candidato sindaco di tutto il centrodestra, visto che Rotelli mostra chiaramente di non gradire ( e come dargli torto di questi tempi?) la prospettiva.

Ed ecco allora che l’ex pupillo di Salvini ( pare che il sanguigno Matteo non lo ami più alla follia) sta facendo di tutto per avere sullo scranno più alto di palazzo dei priori un suo uomo: il problema è che fratelli d’italia non sembra aver gradito molto la proposta e l’abbia già rimandata al mittente con un eloquente e piuttosto secco “No grazie”.

Tra l’altro, con Forza Italia alleata del pd, tranne Fondazione, dall’animo centrista, qualcuno dice che la coalizione dell’ex sindaco in carica Arena sarebbe troppo sbilanciata a destra e un personaggio come Ubertini, già discusso per alcune vicende di cronaca che lo videro protagonista come vittima innocente probabilmente, non aiuterebbe a trovare la quadra.

Evidentemente Fusco, che “tiene famiglia” ed anche numerosa, è alla ricerca di una soluzione che salverebbe capra e cavoli, ma non ha trovato in fdi proprio gli ultimi arrivati, visto che gli uomini di Rotelli sono considerati forse l’espressione più sveglia e organizzata, a prescindere dalle ideologie, della politica viterbese.

L’oste senatur potrebbe trovarsi in un cul de sac e propendere alla fine per un’altra soluzione, seguire le orme di forza italia e scegliere l’alleanza con il pd o stringere un patto con Azione con cui coltiva ottimi rapporti.

“Felicetto” comunque, sembra nervoso e ad un passo dall’ultima chance, con un partito che lo segue stancamente a livello locale e lo monitora con sempre maggiore attenzione a livello nazionale.

Conclusisi gli exploit elettorali di Salvini “Felicetto” che ne beneficiò come di più non avrebbe potuto, ha dilapidato con frettolosità il suo capitale politico e umano: ed ora gioca la carta Ubertini solo con la forza della disperazione, accompagnato dall’atroce dubbio che per far politica stabilmente non basti la fortuna e serva magari anche una piccola dose di esperienza e di talento.

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