Home Politica Viterbo, verso le comunali, disastro centrosinistra, la Ciambella e i moderati lasciano il pd, il “partito” verso una deriva autoritaria
Viterbo, verso le comunali, disastro centrosinistra, la Ciambella e i moderati lasciano il pd, il “partito” verso una deriva autoritaria

Viterbo, verso le comunali, disastro centrosinistra, la Ciambella e i moderati lasciano il pd, il “partito” verso una deriva autoritaria

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L’avevamo già scritto più volte, il centrosinistra a Viterbo non esiste da sempre, è diventato solo una lotta tra gruppi di potere, ora  addirittura un partito, il pd,  monco, senza la sua parte moderata, fatto di sola maggioranza di cosiddetta sinistra.

La sospensione di Luisa Ciambella dal partito rende ufficiale quello che si  sapeva da tempo, che l’ala cattolica e l’ala post comunista il compromesso storico non lo riescono proprio a fare, sono due cose distinte e distanti: anche se le colpe di questo fallimento vanno equamente distribuite, i toni dittatoriali di “Panunzio” Lukaschenko non hanno aiutato a ricomporre le ferite, il politico- imprenditore cimino spadroneggia nel partito come meglio crede, profittando dei numeri a lui favorevoli e della rendita di posizione che gli deriva dal suo ruolo di consigliere regionale che oggi come oggi dà grande visibilità e possibilità di manovra, anzi troppa.

E ti permette annunci altisonanti, spostamenti di finanziamenti e di risorse di tutto rispetto: mezzi pesanti su cui Luisa Ciambella, oppositrice interna, non ha potuto contare e che l’hanno messa in minoranza più volte in consiglio comunale dinanzi alla compattezza bielorossa degli iscritti di Magna Canepina.

Eppure Luisa Ciambella in passato era stata vice-sindaco con  Michelini, non l’ultima arrivata, trovarsi sola contro tutti non deve essere stato facile per lei che poi, almeno per quello che riguarda gli ultimi due anni di lavoro, si è armata di grande umiltà e impegnata a fondo per fare politica non di vertice, ma di interesse generale, occupandosi anche di temi ambientali ed etici con decisione.

Nella politica non si vive di sola attualità, ma anche di pregresso, va bene, che non  ha però  il potere di cancellare le ripartenze e i cambi di rotta significativi che possono venire  impressi ad un progetto o ad una corrente.

Si può dire però che con l’uscita  della Ciambella il pd cessa di esistere in quanto tale sul territorio, perchè viene a mancare una componente essenziale sin dalla nascita del partito, quella cattolico-democratica che fu tra le fondatrici nell’era veltroniana di inizio millennio.

Se non c’è il centrosinistra e non c’è il pd il danno ora sarà soprattutto degli elettori di riferimento o potenziali di questa parte politica che potranno diventare “merce pregiata” per le tante liste civiche presenti.

Una debacle totale, una frustrazione  immensa essere progressisti a Viterbo e provincia.

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