2 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, verso le comunali, cercare una informazione libera e democratica per alzare la qualità ed essere alternativi ai monopoli “pelosi”

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Il problema delle prossime comunali, a quanto si legge e si dice, dovrebbero essere, oltre ovviamente agli schieramenti e ai candidati alla carica di sindaco, i programmi attraverso i quali le forze politiche intendono far rinascere la città di Viterbo.

Tutto giusto e tutto vero, per carità, ma a parte pochissime voci, tra cui la nostra, nessuno finora si è posto il problema dello stato di salute della democrazia in questa città e in questa provincia ormai da troppo tempo in forte (e speriamo non inarrestabile) declino economico, sociale, culturale e politico.

E democrazia significa soprattutto, come diceva Luigi Einaudi (uno dei migliori presidenti della Repubblica, non un qualunque pennarulo tamarro stra-local), “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”.

Lo stesso concetto è stato espresso, in termini ancora più chiari, dall’attuale presidente della Repubblica nel suo discorso di (re)insediamento. “Dignità – ha detto Sergio Mattarella – è assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente”.

I giornali di questa provincia, soprattutto quelli internettiani, assicurano ai cittadini un’informazione libera e indipendente? Chi legge una determinata notizia conosce, discute e infine delibera e vota liberamente? Domande queste, almeno per noi, retoriche.

E infatti la risposta è un tondo e chiaro “no”. “No” perché nel corso dell’ultimo ventennio si è venuto a creare un autentico monopolio, rappresentato dal (da noi) più volte criticato webgazzettino più di regime e più letto dell’universo, che avvolge in una cappa plumbea la politica, la cultura e addirittura le cronache rosa e nere.

Per non parlare del monopolio della pubblicità, che lascia minuscole briciole a tutti gli altri siti. E la pubblicità, come sa persino il gatto soriano di Massimo Erbetti, serve anche a orientare o a omettere le notizie.

I politici, messi continuamente sotto schiaffo dal Megadirettore e Megaeditore Galattico (vedi il caso, pietoso, dell’ex sindaco Arena, che se non si affrettava a ubbidire agli ordini del webgazzettino veniva fustigato con inchieste e petizioni ad hoc), parlano e scrivono “in esclusiva” solo con lui e per lui.

E anche tutte le indiscrezioni, le notizie e le notiziole che riguardano la politica dell’intera provincia passano sotto il filtro e il controllo dell’onnipotente Megadirettore e Megaeditore Galattico (il grande statista magnocanepinese Alessandro Romoli, tanto per dirne una, è una sua invenzione).

Non pago poi di supportare (a costo zero) tutti i festival culturali più importanti del capoluogo, lo Scarpantibus Scalfari de noantri se n’è inventato uno tutto suo, così ricco di sponsor da rivaleggiare con la Biennale di Venezia.

Le cronache rosa e nere, basta seguirle anche superficialmente, sono appannaggio di un esiguo numero di personaggi, sempre gli stessi (il tale viterbicolo “impegnato nel sociale” o il talaltro magistrato “dipietrista”).

Grazie al webgazzettino più di regime e più letto dell’universo l’ordine regna a Viterbo e provincia.

E chi si azzarda a turbare questo supposto ordine è gratificato con epiteti di vario genere e campagne di stampa ad personam. Ne sa qualcosa l’attuale prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, oggetto di una violenta campagna di stampa per motivi che a tutt’oggi continuano a sfuggirci.

Care e cari intellettuali, politici, operatori culturali e sociali, autorità statali e religiose, nani e ballerine, vogliamo parlare anche di questo o parliamo (“in esclusiva” sulle colonne del webgazzettino più di regime e più letto dell’universo) sempre e solo dell’elefante?

(Emilio Terra)

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