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Viterbo, urge istituzione dell’assessorato alla bruttezza, vedrete quante nomination

Viterbo, urge istituzione dell’assessorato alla bruttezza, vedrete quante nomination

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Si parla tanto di una Viterbo che ritrovi il senso della bellezza, il decoro urbano, valorizzi le sue bellezze (che ci sono, attenzione, ma non sono tantissime, ce ne sono poche da valorizzare bene) , si affermi come città dell’arte in tutta la penisola e non solo.

Eppure questo inizio anti-estetico di campagna elettorale ci mostra esattamente il contrario: che Viterbo è lontanissima da ogni concetto di evoluta città della storia, è attraversata da populismi ultra-kitsch, ha una politica piccola piccola impresentabile,  sia a livello cittadino che oltre e che l’unico avversario di tutti, pur nominandola,  è proprio la vagheggiata bellezza.

L’ultra-local svetta in ogni iniziativa elettorale, culturale, la mediocrità generalizzata soffoca da quanto è opprimente non solo gli intellettuali snob o gli spiriti eccelsi, ma anche i normali cittadini che non hanno ancora portato i cervelli all’ammasso: tra i tanti casi di bruttezza ostinata il taglio di nastri dell’assessora candidata sindaco Troncarelli che con le truppe panunziane è in giro per città e paraggi per distribuire saluti, parlare di fondi regionali, farsi fotografare ovunque dal suo gazzettino sorridente e felice non si sa di che cosa nè per chi.

E’ bruttezza pura, e ultra-stralocal, da brividi horror sulla schiena, la Frontini e i suoi ventiventini che accolgono Sgarbi come il vate, il salvatore della patria, e anticipa l’istituzione di un assessorato alla bellezza a lui assegnato in caso di vittoria: come gli assessorati fossero cadeau estemporanei, donazioni pre-elettorali.

E come se cambiare una città fosse solo chiamare il personaggio televisivo solito per la zona, trito e ritrito in mille apparizioni in Tuscia, e bastasse una sua citazione di Viterbo in tv a sconfiggere 50/ 70 anni  anni di arretratezza culturale rispetto all’occidente.

E come se fosse cosa e giusta citare i nomi di chi andrà premiato poi, assieme a Sgarbi, l’eterno commissario biblioteche Pelliccia, non si sa bene per cosa nè per che (detto in quel contesto dico, come se il personaggio non fosse già noto e considerato), quasi una nuova nomina in piazza e a che titolo?

Tutte cose da solita  provincia ultra-depressa e stantia, col nuovo che già sa di vecchio, e la politichetta, anche minima, che  nemmeno esiste.

(foto tratta dal profilo fb di chiara frontini)

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