Home Cronaca Viterbo, un umorista alla Talete: le surreali affermazioni di Salvatore Genova
Viterbo, un umorista alla Talete: le surreali affermazioni di Salvatore Genova

Viterbo, un umorista alla Talete: le surreali affermazioni di Salvatore Genova

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Confessiamo che, da quando circola questo maledetto virus, non frequentiamo più i bar e, di conseguenza, siamo stati costretti a privarci o quasi della lettura mattutina del ”Corriere di Viterbo”. Per questo ci è sfuggito l’intervento che Salvatore Genova, l’ormai celebre amministratore unico di Talete, ha scritto “in esclusiva” per la testata locale (a quanto sembra, il megadirettore galattico del webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo ha preso la cosa come uno sgarbo personale).

Fortunatamente un premuroso webgazzettino ha riproposto ampi stralci dell’articolo che, a nostra volta, riproponiamo (e commentiamo). Questo il Salvatore Genova pensiero: “Prima di esprimermi sulle questioni societarie vorrei incontrare i sindaci, e sto attendendo che tra oggi e domani mi comunichino la loro disponibilità. In linea di massima conosco la situazione e anche alcuni punti deboli della società: dai call center che non funzionano alla struttura gestionale antiquata e che necessita di nuovo vigore. Per i dettagli, tuttavia, attendo di confrontarmi prima con il direttore generale Alessandro Fraschetti”.

Non mancano, nel pezzullo genovesiano, un richiamo alla mitologica due diligence e un riferimento polemico al rapporto tra la Talete e la politica stra-local: “Un atto dovuto [la due diligence] per il quale mi auguro un’ampia partecipazione da parte dei sindaci. Non ho intenzione di entrare nel tritacarne della politica. Non sono legato ad alcun partito e non ho padrini politici, quello che mi interessa è solo fare il bene della società e fornire un servizio degno di questo nome ai cittadini. Se i soci sono d’accordo su questa impostazione, ci sono le condizioni per lavorare bene”.

Ma le battute umoristiche sono comprese nel compenso del manager (a proposito, a quanto ammonta?) o gliele paghiamo (tutti noi, considerato che Talete è una società interamente a capitale pubblico) a parte? Se Salvatore Genova, come scrive, non ha intenzione di entrare nel tritacarne della politica e non è legato ad alcun partito e non ha padrini politici, allora per il bene suo e dei suoi familiari avrebbe fatto meglio a girare alla larga da Viterbo. Dove, come sa persino il caldaista di Francesco Mattioli, ai concorsi per manager indetti senza bando pubblico partecipa solo chi è legato ai partiti (nella fattispecie il famigerato tripartito Pd panunziano, Forza Italia e Fratelli d’Italia) e ha padrini politici (nella fattispecie gli statisti stra-local Panunzi, Battistoni e Rotelli).

(Peppino Pulitzer)

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