Home Cronaca Viterbo, “tutti di uno spavento”: mafia, droga, stupri, teppismo ed ora anche terribili omicidi, la città dei papi comincia ad avere davvero paura
Viterbo, “tutti di uno spavento”: mafia, droga, stupri, teppismo ed ora anche terribili omicidi, la città dei papi comincia ad avere davvero paura

Viterbo, “tutti di uno spavento”: mafia, droga, stupri, teppismo ed ora anche terribili omicidi, la città dei papi comincia ad avere davvero paura

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Dopo che si era diffusa in tutta la città la notizia della morte di Norveo Fedeli, un assassinio davvero terrificante, ieri Viterbo cominciava ad avere davvero paura: degrado, disoccupazione, mafie, stupri, teppismo ed ora anche un assassinio barbaro, crudele che potrebbe essere anche la tragica conseguenza di una rapina andata male, ma anche altro, chissà.

Finora la città non si è mai fermata un attimo a riflettere su se stessa, ha sempre cercato di superare ogni avversità in silenzio, con un fatalismo tutto suo, reticente nei confronti di ogni risveglio civile: ed anche questa volta sembra voler reagire al barbaro delitto con il solito quintale di retorica a buon mercato, marce silenziose, addirittura che coinvolgano i facchini, come se anche nei suoi momenti più disastrosi Viterbo non possa fare a meno di rispolverare l’epica del 3 settembre.

Invece l’angoscia dovrebbe portare forse ad una reazione seria, ad un orgoglio cittadino che non sia solo di facciata, ma di  partecipazione reale, aiuto alle forze dell’ordine, mobilitazione attiva delle coscienze, costruzione di un senso di comunità che manca del tutto.

C’è bisogno di concretezza, di serietà d’intenti, e soprattutto in questo momento l’unica vera esigenza è sperare che si chiarisca al più presto chi ha spezzato la vita di Norveo Fedeli crudelmente, con una empietà bestiale che fa rabbrividire.

Stare vicini alle forze dell’ordine e agli inquirenti in questo delicato momento e collaborare con loro se se ne ha la possibilità: e cominciare a rispettare la propria città in ogni situazione, con spirito di servizio, umiltà e quella dose di spirito critico sempre necessaria ad evitare la generale narcolessia.

Sarebbe già molto fermarsi a questo.

(pasquale bottone)

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