Home Cronaca Viterbo, truffe alla porta o per telefono, Confconsumatori: “Sono 1.200 le vittime ogni anno nella Tuscia”
Viterbo, truffe alla porta o per telefono, Confconsumatori: “Sono 1.200 le vittime ogni anno nella Tuscia”

Viterbo, truffe alla porta o per telefono, Confconsumatori: “Sono 1.200 le vittime ogni anno nella Tuscia”

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Dal finto avvocato che chiama per salvare la reputazione del nipote arrestato ai ladri travestiti da operai del servizio idrico o dell’Enel. E’ di nuovo allarme truffe nella Tuscia con diversi episodi avvenuti le scorse settimane che hanno riacceso i riflettori sul problema. Negli anni sia la polizia che i carabinieri, così come molte amministrazioni comunali, hanno organizzato incontri e corsi per cercare di allertare le persone sul pericolo di truffe.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto nel capoluogo ed ha visto protagonista un’anziana che si è vista portare via 1.400 euro più diversi monili d’oro da un finto corriere che doveva consegnare un pacco per il nipote. Una persona l’aveva chiamata poco prima spacciandosi appunto per il nipote. L’uomo le ha chiesto di ritirare un pacco particolarmente importante per il suo lavoro facendogli il favore di anticipare i soldi: 3.400 euro. Quando alla porta ha bussato il finto corriere con il pacco la donna le ha consegnato tutto il denaro che aveva in casa più alcuni gioielli in oro convinta di aiutare il nipote. Poi ha aperto il pacco ed ha realizzato di essere stata truffata: all’interno c’erano due sassi legati con un elastico. Ma è solo la punta dell’iceberg. Nelle scorse settimane le amministrazioni comunali hanno segnalato finiti addetti Enel a Corchiano oppure dei ladri/truffatori travestiti da operai dell’acqua a Ronciglione. Ci sono state anche delle persone che, fidandosi, li hanno fatti entrare in casa subendo dei furti.

 

“Quello delle truffe e dei raggiri, al di la di quello che si pensa, non riguarda solo gli anziani”, dice Antonio Nobili presidente di Confconsumatori che poi fornisce dei numeri: “Solo a Viterbo trattiamo circa 1.200 pratiche di persone costrette ad avviare azioni legali perché sono state truffate o raggirate al telefono o dal vivo. Secondo un nostro studio una persona su tre rischia di finire in queste trappole”.  Per Nobili “bisogna fare attenzione perché poi giungere a una conciliazione è sempre più complicato perché queste società non si presentano”. Dunque i consigli: “Non far entrare nessuno in casa. Evitare di fornire bollette, documenti o i contatori a persone estranee anche se si spacciano da operai”. (fonte P.D.B. corrierediviterbo.corr.it). 

 

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