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Viterbo, triste 1 maggio per Viterbo, crisi economica, pandemia, e l’inciucio destra-sinistra

Viterbo, triste 1 maggio per Viterbo, crisi economica, pandemia, e l’inciucio destra-sinistra

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E’ una festa del 1 maggio anomala questa per Viterbo, ma non solo per il Coronavirus, ma  anche per il patto inciucista tra destra e cosiddetta sinistra civica e di area pd stipulato a palazzo gentili che si è già riverberato in tutta la politica cittadina.

Un accordo inconcepibile specie per la Viterbo del 25 aprile e del 1 maggio colpita nella sua storia e nelle sue  tradizioni, con interessi dei lavoratori e dei senza lavoro piegati ad affari ed affarucci personali, la cosa pubblica trasformata in cosa privata, la democrazia e il confronto sottoposti al pure business.

E’ un 1 maggio triste specie per la Viterbo estranea al corporativismo, alle clientele, agli scambi di favore, alle clientele che tiranneggiano la vita quotidiana.

Un momento tristissimo per la città, già in una crisi economica che soffoca la città da tanto, altro che emergenza pandemia.

Un brutto 1 maggio per Viterbo che si appisola sempre più nella rassegnata accettazione di status quo corporativi e senza futuro.

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