Home Cronaca Viterbo, Tributi, Arena potrebbe chiamare il mago Silvan al posto dell’assessore Barbieri
Viterbo, Tributi, Arena potrebbe chiamare il mago Silvan al posto dell’assessore Barbieri

Viterbo, Tributi, Arena potrebbe chiamare il mago Silvan al posto dell’assessore Barbieri

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Non so a voi, ma a noi capita spesso, dopo aver letto una notizia su un sito o un giornale, di pensare di averla già letta in precedenza. E non ci riferiamo, sia chiaro, all’esimio consigliere comunale Barelli Laqualunque che, ogniqualvolta cambia partito, rilascia più o meno la stessa dichiarazione (parola chiave: “progetto riformatore”). La sensazione di dèjà vu, almeno nel nostro caso, nasce proprio da notizie che, con assoluta certezza, ricordiamo di aver letto settimane, mesi e persino anni prima. Prendiamo, ad esempio, una notizia che oggi campeggia su tutte le homepage di tutti i siti locali e stra-local. “Tari non pagata, partono 6 mila solleciti e 5 mila avvisi di accertamento”. “Tari non pagata nel 2020, seimila solleciti per 3 milioni di euro”. Non si tratta della classica fake news, la fonte è ufficiale: Paolo Barbieri, assessore ai Tributi, Patrimonio e Contenzioso del comune di Viterbo in quota “Santucci amici & parenti”. Il riferimento, come da titolo, è alla tassa dei rifiuti dello scorso anno, quindi la nostra sensazione di dèja vu è sicuramente sbagliata. Facciamo una (contro)prova consultando il classico motore di ricerca internettiano. “Tassa rifiuti, in un mese inviati duemila avvisi” (“Zingaweb”, 6 agosto 2018). ““La riscossione tributi resterà al comune”. Paolo Barbieri – si legge nel pezzullo siglato dal solito vetusto e pensionando Signorino Grandi Firme –  è da poco assessore al ramo. In comune, la bufera Esattorie con relativo ammanco milionario, si fa ancora sentire e Luisa Ciambella, in seconda commissione si preoccupa di chiedere all’esponente Fondazione, se intende affidare all’esterno il servizio. Traducendo, ricadere nello stesso “errore”. “Il comune – osserva Ciambella – mi auguro che non passerà di nuovo il ramo all’esterno, ripetendo esperienze negative del passato più o meno recente”. Non solo Esattorie, altre realtà non hanno brillato. Custer e Cev, tanto per non fare nomi. “Carrozzoni anni Ottanta”. Così li chiama Ciambella. S’intuisce un giudizio non proprio esaltante. “Non cambia niente – spiega Barbieri – a oggi. Poi, nel 2019 vedremo. Al momento, la riscossione dei tributi non rappresenta un problema, è l’accertamento a essere difficoltoso”. Dal 25 giugno è operativo l’ufficio a supporto dei tributi. Impiegati, sei ex dipendenti Esattorie, selezionati fra i 38 rimasti senza impiego. In un mese d’attività, sono già stati inviati 2mila avvisi di pagamento per la tassa dei rifiuti. Il gruppo comincia a lavorare. Nei giorni scorsi, la stessa Ciambella aveva chiesto lumi sui criteri con cui erano state individuate le persone. Secondo i criteri definiti in precedenza, hanno fatto sapere dagli uffici, in risposta ai timori della capogruppo Dem: “Non vorrei che fossero state fatte assunzioni sociali, ovvero, prendendo come parametro le situazioni economiche dei singoli, piuttosto che le competenze”. Non sembra”. Passati quasi tre anni dalle dichiarazioni di Barbieri, la riscossione dei tributi, che non rappresentava un problema, e gli accertamenti, al contrario difficoltosi, si sono in entrambi i casi, se la matematica non è un’opinione, raddoppiati o addirittura triplicati. Dai 2 mila avvisi del 2018, siamo infatti passati ai 6 mila solleciti e 5 mila avvisi di accertamento del 2020. La domanda, come diceva quel tale, sorge spontanea: ma i presunti morosi della tassa dei rifiuti di anno in anno crescono invece di diminuire? Considerate le cifre ballerine, se The Mayor Giò nominasse il mago Silvan come assessore ai Tributi, Patrimonio e Contenzioso forse la situazione migliorerebbe. Forse.

(Fabio Messalla)

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