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Viterbo trema, la psicopolizia può “screenshottare”

Viterbo trema, la psicopolizia può “screenshottare”

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Dilaga in città la paura della psicopolizia. Dopo la cacciata di Guido Scapigliati dal suo ruolo apicale nella municipalizzata Francigena e la messa sotto accusa del folcloristico civico stra-local Lucio Matteucci (ormai anche per i suoi cari “tale Lucio Matteucci”, come l’ha ribattezzato lo psicopoliziotto suo ex amico Barelli Laqualunque), tutti si chiedono chi sarà il prossimo malcapitato contro cui verrà lanciata l’infamante accusa di socialidiozia. Pur di non essere additati al pubblico ludibrio dai due implacabili psicopoliziotti Barelli Laqualunque e lo zazzeruto Signorino Grandi Firme, di non finire imprigionati nell’umiliante gogna virtuale di “Zingaweb” e, peggio ancora, di subire le farfuglianti ramanzine del sindaco pro tempore Giò Obbedisco Tentenna Tenerone Arena, molti stanno chiudendo in fretta e in furia i loro profili social.

Con la speranza che i due occhiutissimi psicopoliziotti non abbiamo nel frattempo provveduto a “screenshottare” i post ritenuti apologetici di questa o quella nefandezza. Corre voce che uno scanzonato consigliere comunale si sia visto contestare un “like” rilasciato alla Venere di Milo. Socialidiozia e sessismo becero: da uno a due anni di reclusione nel garage di Barelli Laqualunque. Il poveretto se l’è cavata denunciando un suo insospettabile compagno di partito che ha il brutto vizio di postare le foto delle estremità inguainate in vertiginosi tacchi 12 di avvenenti giornaliste televisive. Socialidiozia e feticismo: da due a tre anni di reclusione nel pollaio dello zazzeruto Signorino Grandi Firme. E siccome una delazione tira l’altra, alla fine c’è stato chi ha chiamato in causa persino The Mayor Giò, il quale, come i casi di Guido Scapigliati e “tale Lucio Matteucci” insegnano, è sempre stato un fedelissimo esecutore degli ordini di colui che è il mentore e l’ispiratore della psicopolizia, ossia il Megadirettore e Megaeditore Galattico del webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo.

Il sindaco pro tempore e reuccio dei social è stato accusato di aver postato la foto di un povero agnellino al forno. Socialidiozia e carnivorismo: da cinque a sette anni di reclusione nell’armadio di casa del Megadirettore e Megaeditore Galattico. In questo cruento gioco al massacro fortunatamente c’è qualcuno con i nervi saldi e le carte social in regola. Ci riferiamo al Dott. Cons. Marches. Del Grill. Francesco Serra che, in un momento di riposo dai suoi molteplici impegni ospedalieri e ambulatoriali, ha postato questa dirimente e risolutiva dichiarazione sul solito social: “Caro Lucio [vulgo “tale Lucio Matteucci], al di là dei nostri rapporti personali e della comune passione e fede gialloblù, mi sento di condividere in pieno le parole e l’allarme che il consigliere Barelli ha espresso in consiglio comunale. Il tuo ruolo di “leader” di “Viterbo Civica” non permette, in momento come questo, ma direi anche in generale, dichiarazioni che possono in qualche maniera ipotizzare o solo immaginare l’uso della violenza. E il consiglio comunale è il luogo adatto dove sollevare e rendere pubblico una situazione come questa. Inoltre e chiudo, casomai puoi dire a me di non essere attento ai problemi della città ma non certo al consigliere Barelli che è un esempio di impegno e di partecipazione quotidiana al “bene comune” della città. Penso, caro Lucio, che dovresti ripensare e rivalutare ciò che hai scritto. Sarebbe utile ed opportuno ancor più in questo momento”.

Sostiene dunque Serra che lo psicopoliziotto Barelli Laqualunque addirittura “è un esempio di impegno e di partecipazione quotidiana al “bene comune” della città”. Ma in quale città vive il Dott. Cons. Marches. Del Grill. Francesco Serra? Paperopoli, Topolinia, Gotham City o Sin City?

(Giorgio Orvelli)

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