Home Politica Viterbo, Talete poco trasparente, niente bando per l’amministratore unico: facciamo finta che va tutto bene, che ne pensa la Procura di Viterbo?
Viterbo, Talete poco trasparente, niente bando per l’amministratore unico: facciamo finta che va tutto bene, che ne pensa la Procura di Viterbo?

Viterbo, Talete poco trasparente, niente bando per l’amministratore unico: facciamo finta che va tutto bene, che ne pensa la Procura di Viterbo?

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L’abuso d’ufficio è uno dei reati più controversi. Da tempo, infatti, esiste una scuola di pensiero che auspica la sua abolizione, perché – questa la tesi – inibirebbe i pubblici ufficiali, nella fattispecie gli amministratori pubblici, a prendere decisioni, anche importanti, per paura che un magistrato intraveda in queste “un vantaggio per sé e per gli altri” o la volontà “di recare ad altri un danno”. In attesa che il legislatore abolisca o, come si dice in questi casi, rimoduli il reato, gli amministratori pubblici che brigano per ottenere “un vantaggio per sé e per gli altri” o sono responsabili “di recare ad altri un danno” finiscono regolarmente sotto inchiesta o addirittura in carcere.

L’ultimo caso narrato dalle cronache è quello del sindaco di Eboli (cittadina campana citata nel titolo di un celebre libro di Carlo Levi), Massimo Cariello (centro-sinistra), rieletto pochi mesi fa con l’80,81% dei consensi (quasi un plebiscito) e subito collocato, anziché sulla poltrona di primo cittadino, agli arresti domiciliari per una lunga serie di reati che vanno dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio all’abuso d’ufficio, alla rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Scendendo più nel dettaglio, il sindaco e altri quattro amministratori sono accusati di aver condizionato l’esito di alcuni concorsi pubblici indetti dal comune. Concorsi, aggiungiamo, indetti tramite un regolare bando.

Questo è successo a Eboli e succede, se non quotidianamente con una certa frequenza, in molte altre parti d’Italia. In quel paese dei balocchi che ormai è diventata Viterbo, invece, il sindaco Giovanni Maria Arena, rispondendo a una precisa domanda del consigliere Ciambella, può tranquillamente affermare che per individuare l’amministratore unico della società pubblica Talete non c’è stato bisogno di indire alcun bando (a Eboli, almeno pro forma, i bandi comunque li indicevano), perché i curricula degli aspiranti alla carica “sono arrivati come è sempre stato da quando esiste Talete. Non mi risulta che i passati amministratori o cda siano stati scelti tramite bandi pubblici”. Quindi così si è sempre fatto e così fan tutti i sindaci a Viterbo. Ma siamo sicuri che si tratti di una procedura regolare? Noi abbiamo qualche dubbio. E la procura della Repubblica di Viterbo cosa ne pensa?

(Fabio Messalla)

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