Home Politica Viterbo, Talete: il partito di Talete non c’è più, ma il suo giornale sì: il gazzettino stra-local “maledice” gli “infedeli alla linea”
Viterbo, Talete:  il partito di Talete non c’è più, ma il suo giornale sì: il gazzettino stra-local “maledice” gli “infedeli alla linea”

Viterbo, Talete: il partito di Talete non c’è più, ma il suo giornale sì: il gazzettino stra-local “maledice” gli “infedeli alla linea”

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La mattina è impresa sempre più improba leggere i giornali online, specie il gazzettino stra-local, tra banneroni della regione lazio messi qua e là (ma non dovremmo sapere i costi di tali pubblicità pagate con i soldi pubblici? Non dovrebbe essere tutto manifesto e pubblicato?), e interventi autocelebrativi di Barelli, Ricci e della Frontini (il nuovo trio Lescano), la prima cosa che viene in mente di fare è fuggire su un’isola deserta e lontanissima senza pc e smartphone.

Almeno lì non trovi il corsivista de noiantri che con ambizioni ironiche forse un tantino immodeste (viene da piangere altro che ridere dinanzi a freddure insopportabili ancor più d’inverno) si diverte (ripetiamo lui solo) a fare giochi di parole con l’acqua per parlare di Talete.

L’attempato editorialista alla boscaiola disegna panorami che nessuno scorge, affonda l’operazione trasparenza come fosse tempo perso (se uno è morto, è morto, inutile sapere come è spirato, figurati la felicità dei tanti killer e serial killer in circolazione), e solidarizza con i fedeli alla linea cimina apostrofando gli “infedeli” come vecchi stalinisti, degni di scenari da pcus.

Ora, a parte il fatto che il pcus ebbe la sua storia e certo accostarlo a queste storie da provincia depressa potrebbe risvegliare i vecchi animi rivoluzionari a riposo, possibile che due righe di sciatto conformismo debbano essere vergate con simile approssimazione, come se stessimo alla riunione del giornalino di scuola  e ci sia da bacchettare per pura  antipatia l’alunno più in evidenza della classe accanto che non ruba le caramelle dal compagno di banco?

Una vera tristezza, ma d’altronde la nullità politica del momento, la mancanza di pluralismo d’informazione in una provincia sempre più depressa e dominata da ras di zona munifici con i discepoli più servili e devoti, crea queste devastazioni terribilmente malinconiche a vedersi.

Come fosse troppo con una società idrica sull’orlo del fallimento pretendere di sapere come si sia finiti a questo stadio e gli aumenti delle bollette e le assunzioni dei figli dei figli dovessero verificarsi senza la minima obiezione.

Che volete farci, è l’informazione stra-local, bellezze care.

(r.t.)

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