Home Cronaca Viterbo, stupro di gruppo, “Gli ho detto di buttare il telefono, ma non ho visto le immagini”, Roberto Licci, padre di Riccardo, al “Corriere della Sera”
Viterbo, stupro di gruppo, “Gli ho detto di buttare il telefono, ma non ho visto le immagini”, Roberto Licci, padre di Riccardo, al “Corriere della Sera”

Viterbo, stupro di gruppo, “Gli ho detto di buttare il telefono, ma non ho visto le immagini”, Roberto Licci, padre di Riccardo, al “Corriere della Sera”

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Robèrto Licci è  il padre di Riccardo Licci, che insieme a Francesco Chiricozzi è accusato di stupro nei confronti di una donna di 36 anni. Da ieri, i media fanno anche il suo nome nel raccontare quello che per il pm è lo stupro al pub «Old Manners» di Viterbo: secondo l’accusa Licci è tra coloro che hanno provato a coprire Riccardo, invitandolo a gettare via il telefono che, all’interno, aveva le quattro foto e i quattro filmati di quanto accaduto nella notte del 12 aprile. Ma lui oggi, a colloquio con il Corriere della Sera, smentisce:

Per Roberto Licci, però, la realtà è diversa da quella descritta nell’ordinanza che ha spedito dietro le sbarre suo figlio assieme a uno dei suoi migliori amici. Secondo il gip Rita Cialoni, infatti, le immagini della notte al pub dei neofascisti sono state «condivise con una serie di soggetti terzi, ivi compreso il padre del Licci». Lui oggi smentisce: «Io non ho né ricevuto né guardato quei video e quelle foto».

Ma ammette l ’altra parte dell’ordinanza. Quella che elenca uno a uno i messaggi ricevuti da Riccardo su WhatsApp, tra cui quello del padre memorizzato in agenda come «papà»: «Riccardo, butta il cellulare subito». Ma perché avrebbe dovuto disfarsi del telefono se era innocente? «Io non sapevo con precisione di cosa si trattasse. È vero che gli ho scritto di gettare via tutto ma credo di essermi comportato da padre. Ho commesso un reato con quel consiglio? Non credo proprio. Sono suo papà, cercavo solo di pensare a lui». Alla donna di 36 anni andata in questura a sporgere denuncia per violenza sessuale, invece, Roberto Licci non ha pensato.

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