2 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo stra-local, Barbareschi delira? Per Max Erbetti in Nori la colpa è di Chiara Frontini

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Una certa informazione e una certa politica stra-local, strettamente legate come sono tra loro, sembrano ispirarsi costantemente ai leggendari fratelli De Rege, un antico duo comico dell’anteguerra riportato in auge nel dopoguerra da Walter Chiari e Carlo Campanini.

Per chi non li avesse presente, rievochiamo il classico incipit delle scenette dei fratelli De Rege. Uno dei due, quello all’apparenza più intelligente, chiama sul palcoscenico quello all’apparenza più stupido con l’invocazione: “Vieni avanti, cretino!”. E così, tra bisticci, frasi incomprensibili e giochi di parole, comincia la demenziale conversazione tra i due.

Quando questa mattina abbiamo letto, ovviamente sul webgazzettino stra-local più letto e più di regime dell’universo, le parole pronunciate dall’attore e regista Luca Barbareschi (“il problema è la mafia dei froci e delle lesbiche”) nel corso di un evento organizzato dal sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi, ci siamo solo chiesti chi avrebbe risposto per primo al “Vieni avanti, cretino!” lanciato dall’house organ del partito trasversal-inciucista.

Troppo ghiotta, infatti, l’occasione per coprire di fango Chiara Frontini, che alle comunali viterbesi ha come alleato e assessore alla Bellezza (sic) in pectore Vittorio Sgarbi, colpevole a sua volta di aver invitato lo sproloquiante Barbareschi.

Logica e leggi vorrebbero che delle affermazioni di Barbareschi rispondesse il solo Barbareschi, ma quando i politicanti stra-local decidono di buttarla in caciara per raccattare qualche voto in più, non ci sono logica e leggi che tengano.

Di solito il primo a rispondere ai “Vieni avanti, cretino!” webgazzettinistici, anche a costo di passare la notte in bianco a scrivere micidiali “pipponi”, è il supereroico Jack Barelli. Evidentemente, approfittando di queste belle giornate, il grande politico caffeinista-calendista è andato al mare o in montagna, lasciando così l’onore e l’onere della risposta all’altro e meno (dialetticamente e giuridicamente) dotato fratello De Rege, ossia il monostellato Max Erbetti in Nori.

Poche idee e continuamente ripetute, il riccioluto grillino nel gennaio scorso aveva attaccato il frontiniano Alfonso Antoniozzi sul suo webgazzettino preferito in questi termini: “Apprendo con gioia che Alfonso Antoniozzi abbia  dichiarato al vostro giornale che “Il prossimo sindaco avrà il dovere di aprire il Lazio Pride a Viterbo…” è un segno di civiltà e attenzione verso i diritti dei più deboli e sono anche contento che abbia fatto riferimento a quanto fatto fino ad oggi dal comitato promotore del Pride a Viterbo, un lavoro di squadra che ha portato la nostra città ad essere la più votata, che però purtroppo non è bastato a portare il Pride da noi già nel 2022. Ma come spesso accade in questi casi, in tutta questa storia c’è un ma. Ma come mai l’esponente di Viterbo 2020 non faceva parte del comitato promotore? Come mai non era presente all’evento con Alessandro Zan, organizzato dal sottoscritto insieme a Giancarlo Mazza dell’Altro circolo?  Dei diritti bisogna ricordarsi ogni giorno, ogni ora, ogni momento e non solo in prossimità delle elezioni, altrimenti non si può più parlare di diritti, ma di altro”.

Oggi, invece, il collaboratore (retribuito) dell’assessora regionale grillina Roberta Lombardi ha attaccato Barbareschi, Sgarbi e Frontini in questi termini: “Luca Barbareschi accomuna mafia e omosessualità? Spero solo che le sue parole siano state pronunciate per attirare l’attenzione, in fondo quando si finisce nel dimenticatoio si fa di tutto per uscirne, anche a costo di dire oscenità del genere, ma se anche così fosse, non ritengo quelle parole meno gravi, anzi forse lo sono ancor di più. A cosa grave aggiungiamo cosa ancor più grave, il silenzio di Vittorio Sgarbi che era presente, anzi che aveva invitato Barbareschi a Sutri, Sgarbi condivide quelle parole, le pensa anche lui? E chissà cosa ne pensa invece Chiara Frontini che ha Sgarbi come alleato per le prossime elezioni amministrative a Viterbo. Il mio pensiero va allo slogan principi (sic) di Frontini: “E’ ora”, ma ora di cosa? Di mettere in lista chi non prende le distanze da certe dichiarazioni? Da chi permette che vengano dette certe oscenità senza batter ciglio? Chissà se “è ora” che Frontini metta in chiaro cosa pensa sui diritti LGBTQ+, “è ora” che dica cosa pensa del Pride a Viterbo, che parli della questioni (sic) dei diritti e non faccia melina, parlando solo un politichese ormai vetusto per accaparrarsi i voti di tutti. È ora, a mio avviso che prenda anche le distanze dal silenzio di Vittorio Sgarbi, a meno che non condivida le parole di Barbareschi, a meno che non “è ora” di buttare dentro di tutto pur di vincere”.

A parte la comicità (involontaria) di Max Erbetti in Nori, che accusa la leader di Viterbo 2020 “di buttare dentro tutti pur di vincere” senza rendersi conto, o rendendosene conto così bene da addossare la (sua) colpa agli altri, con quale disgustosa ammucchiata politica di centro-sinistra-destra ha deciso di schierarsi, il sillogismo del ragioniere monostellato non regge proprio.

Che c’entra Chiara Frontini con i deliri di Barbareschi? E perché mai Sgarbi avrebbe dovuto prendere le distanze dalle parole pronunciate non da lui, ma da un suo ospite? Esiste per caso un “41 bis” o una correità anche per le idiozie?

Esiste, però, la libertà di parola, e persino di idiozia, sancita dalla Carta Costituzionale. Se nelle volgarità proferite da Barbareschi è ravvisabile un reato, questo lo deciderà eventualmente un tribunale, non certo i webgazzettinari e i politicanti abituati a buttarla in caciara.

Aspettiamo, infine, la sera del 12 giugno per vedere quanti voti riuscirà ad accaparrarsi, grazie al suo politichese moderno e pro LGBTQ+, il portaborse dell’assessora Lombardi. Sicuramente centinaia e centinaia di migliaia. Proprio come i lettori del webgazzettino stra-local più letto e più di regime dell’universo.

(johnny guitar)

foto dal profilo fb di massimo erbetti

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