Home Cronaca Viterbo, Storia di Emma P., 42 anni, un figlio, con la crisi del commercio è senza lavoro (e non ha “santi in paradiso”)
Viterbo, Storia di Emma P., 42 anni, un figlio, con la crisi del commercio è senza lavoro (e non ha “santi in paradiso”)

Viterbo, Storia di Emma P., 42 anni, un figlio, con la crisi del commercio è senza lavoro (e non ha “santi in paradiso”)

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La solita preoccupazione di chiunque si avvicini a  noi per raccontarci la sua storia: “Non scriva le generalità per intero, sa a Viterbo poi non lavori mai più…”: 42 anni, separata, un figlio a a carico, Emma P. ha avuto comunicazione che il negozio in cui lavora (è commessa al centro della città, ci chiede di non aggiungere altro) chiuderà la prossima settimana: “Il titolare ci ha confidato che è stanco di investire, gli incassi non bastano, ha deciso di gettare le armi”. “Sarà un bel problema per me e la mia collega- continua- trovare un altro lavoro a 40anni passati e poi quale? A Viterbo se non hai santi in paradiso non hai possibilità di sistemarti decentemente, ai concorsi è inutile pure che  partecipi, già tutto deciso, la città è sempre stata così, un inferno per la gente comune”.

“Avrò una cassa integrazione- sottolinea  Emma P. – intorno ai 400 euro con cui dovrò pagare fitto, spese di casa e mantenere mio figlio, dovrò essere una maga: per continuare a vivere in una città che non darà neanche una prospettiva ad un ragazzo figlio di una commessa se non andare via.  Qui tutti i giochi sono già fatti da sempre, adoro la mia città, ogni giorno di più, ma la vedo senza speranza: molti restano solo perchè non hanno possibilità di andare via, i figli dei ricchi già studiano a Londra o a Bruxelles, rimane solo chi deve gestire le clientele e le marchette. Sono veramente indignata, la mia Viterbo è stata sempre faticosissima, ma ora il malaffare e la corruzione l’hanno letteralmente distrutta”.

Rabbia, tristezza, Emma P è il quadro di famiglia viterbese di lavoratori onesti che il sistema clientelare cittadino ha ridotto alla povertà di fatto.

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