2 Dicembre 2022

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Viterbo, spostamento mercato Sacrario: “Una decisione razzista, una cambiale elettorale”, cresce il dissenso popolare contro la decisione comunale

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Ieri si respirava un’aria di profonda delusione tra gli ambulanti di Piazza del Sacrario che hanno vissuto lo spostamento del mercato come un fatto personale:  in tanti, anche tra i venditori che alle ultime elezioni hanno votato centrodestra, lo sbigottimento è forte: “Non possono venderci per le loro strumentalizzazioni politiche- dice con convinzione Dino- questa cosa se le erano già promessa tra loro in campagna elettorale, un’opera di pulizia, mandare via un po’ di stranieri e di “neri” dal centro”. La sensazione è diffusa di un atto autoritario e razzista, immotivato e punitivo specie nei confronti dei commercianti non di viterbo che ogni settimana vengono a vendere a Viterbo. “I viterbesi sono razzisti, io lo dico da nativo di qui- rilancia Giulio- altro che turismo, qui non vogliono gente di fuori, vedete che la città è morta, quale piani hanno per riqualificarla? Io non li ho ancora capiti”.

Provvedimento clamorosamente impopolare si sta rivelando lo spostamento del mercato del sacrario, l’icona post moderna di una città che si crogiola nella sua inospitalità e perde sempre più contatto col mondo esterno, irreale, solitaria, chiusa nei suoi eterni, antichi pregiudizi: che spreco, povera Viterbo.

(pasquale bottone)

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