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Viterbo, ritratti, sindacalisti ultra “stra-local”, il caso Turchetti, l’uomo ovunque della Uil con il culto di se stesso

Viterbo, ritratti, sindacalisti ultra “stra-local”, il caso Turchetti, l’uomo ovunque della Uil con il culto di se stesso

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La nostra provincia, secondo alcuni a vocazione agricola e secondo altri a vocazione turistica, oltre ai (purtroppo) tanti disoccupati, sottoccupati e lavoratori in nero più o meno sfruttati, annovera molti impiegati, lavoratori statali, operai, artigiani, lavoratori autonomi e liberi professionisti. Nel loro piccolo o grande che sia, tutte le categorie del mondo del lavoro e delle professioni sono presenti sul territorio. Non mancano, di conseguenza, i vari sindacati che queste tante tipologie rappresentano. Uno dei sindacati più importanti e più presenti in loco è senza dubbio la UIL (Unione Italiana del Lavoro), che vanta più di 9 mila iscritti, ovvero un numero di adesioni che quasi eguaglia quello di un sindacato bancario autonomo nazionale molto pompato da stampa e siti locali (misteri, anzi non misteri dell’informazione).

Le due categorie con il maggior numero di iscritti sono la UIL Scuola e la UIL Pensionati, che costituiscono, insieme all’efficiente patronato ITAL, i capisaldi del sindacato. Il segretario generale della UIL di Viterbo, e dal 2018 anche di Civitavecchia, è Giancarlo Turchetti, eletto per la prima volta all’importante carica nell’ormai lontano 2007. Considerato che i sindacati cosiddetti confederali, ovvero CGIL, CISL e UIL, hanno un po’ perso quei riferimenti politici (la famosa cinghia di trasmissione tra sindacato e partito di riferimento) che avevano durante la Prima Repubblica, anche la UIL viterbese riflette al suo interno una significativa trasversalità politica. Se Silvia Somigli, segretaria provinciale (ora anche regionale) della UIL Scuola rappresenta infatti la destra (nel 2018 fu immortalata, in occasione delle elezioni comunali di Viterbo, a una cena-manifestazione del centro-destra in compagnia della sua pupilla Paola Bugiotti, berlusconiana poi passata alla Lega di Salvini), il segretario della UIL FPL Stefano Di Meo, che proviene dal Partito dei Comunisti Italiani di Armando Cossutta e prima ancora da Rifondazione Comunista e dal vecchio PCI, rappresenta senz’altro la sinistra.

Giancarlo Turchetti, di cui non si conoscono, o almeno noi non conosciamo, le idee politiche, rappresenta il punto di sintesi delle varie anime politiche presenti nella UIL. Esternatore costante ma mai sopra le righe, il segretario generale della UIL di Viterbo e di Civitavecchia non appare in nulla e per nulla diverso dai politici grandi, medi e piccoli che popolano il nostro territorio. E proprio come il politico medio viterbese, Turchetti ha un grande culto della (sua) personalità. Nel sito della UIL di Viterbo, navigare per credere, si possono infatti contare un numero infinito di sue fotografie (abbiamo rinunciato a contarle dopo la trentacinquesima) che illustrano altrettanti comunicati dedicati ad argomenti locali, nazionali e sindacali che il segretario ha sentito la necessità e l’urgenza di commentare. Molte meno le foto con comunicato della signora Somigli, che però è una presenza quasi fissa sulle colonne virtuali di un noto webgazzettino locale (a chi indovina quale un’autobiografia di Vanni B. Montana in regalo). Giancarlo Turchetti, persona simpatica e a modo, non ha certo bisogno dei nostri consigli, ma un paio, sussurrati sottovoce, ci sentiamo in diritto, anzi in dovere di darglieli ugualmente.

Caro Turchetti, lei che è un sindacalista, quindi un uomo che conosce bene il mondo del lavoro, per favore eviti, quando si tratta di grandi opere, infrastrutture, eccetera che riguardano la nostra provincia, di mettersi in vetrina come un politicante qualunque, ma piuttosto si impegni, di concerto con gli altri sindacati, a lanciare una vera e propria vertenza per lo sviluppo di questo negletto territorio. E, infine, se le è possibile, eviti che qualche sindacato di categoria della UIL (ce ne viene in mente uno in particolare) finanzi, direttamente o indirettamente, le iniziative di Caffeina. Non consideri quest’ultima una richiesta stravagante o fuori luogo: la ragione sociale di un sindacato degno di questo nome è infatti la difesa dei diritti dei lavoratori. Compreso il loro diritto a essere pagati per il lavoro svolto.

(Saverio Ravizzi)

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