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Viterbo, Ritratti, Erbetti & Nori: Siamo la coppia più bella della Magna Canepina

Viterbo, Ritratti, Erbetti & Nori: Siamo la coppia più bella della Magna Canepina

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Pubblichiamo di seguito la nota ricevuta da Fabio Messalla 

Le coppie sono sempre state una costante nella vita politica italiana, da quella storica (tutta comunista) formata da Palmiro Togliatti e Rita Montagnana (che lo storico segretario del P.C.I. abbandonò per la più giovane Nilde Jotti) a quella più recente (e inciucista: berlusconiana lei, piddista lui) composta da Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia. La politica stra-local non fa eccezione.

Ma non vogliamo certo annoiare i lettori con un dettagliato elenco di coppie politiche stra-local della Prima, Seconda e Terza (o Seconda Bis) Repubblica. Un lavoro di immensa importanza storica che può essere affrontato, con il piglio dello Scalfari della Magna Canepina che l’universo intero gli riconosce, solo da un piramidale storico come il piratesco-tamarresco Megadirettore e Megaeditore Galattico.

Da parte nostra ci limiteremo invece a vergare una serie di ritratti delle coppie politiche stra-local più recenti e cool alla maniera di celebri pulp magazine quali “Novella 2000”, “Sottovoce” e “Le Ore”.

Che il primo racconto dunque incominci! La coppia più bella della politica stra-local di questi ultimi anni è senza ombra di dubbio quella costituita dal consigliere comunale viterbese (oramai ex) Massimo Erbetti e dall’impegnatissima socialmente Marta Nori. Malgrado qualche poco informata webgazzetta l’abbia scritto e lo scriva ancora, i due non sono affatto sposati. E questo nonostante abbiano entrambi alle spalle un matrimonio, con tanto di prole, concluso con un regolare divorzio. Niente di strano o trasgressivo: sono tanti i giovani, così come i non giovani, che decidono di vivere assieme senza contrarre o replicare il vincolo matrimoniale. La coppia Erbetti-Nori, più che dai formalismi tanto cari ai benpensanti, è infatti indissolubilmente unita dalla comune passione per le giuste cause. Tom Wolfe, giornalista e scrittore in queste contrade magnocanepinesi molto meno conosciuto del mitico pirata della bellezza, li avrebbe definiti due perfetti radical chic. E avrebbe, almeno in parte, sbagliato. Radical chic sì, ma alla viterbicola. Con un occhio alle giuste cause e un altro ai propri orticelli.

La loro irresistibile ascesa nel teatrino della politica e della metapolitica stra-local inizia senza clamori, quasi in punta di piedi. A quanto dichiarato dallo stesso Erbetti, il suo esordio nelle fila pentastellate risale al non lontano 2012, quando era ancora felicemente sposato e si barcamenava tra la tabaccheria della consorte e le pompe di benzina della famosa (per la magistratura viterbese e non solo) società “Ewa”.

Nori non è da meno, visto che, pur non trascurando le incombenze familiari, risulta impegnata a partire dal 2012 come Responsabile Area Sociale della società cooperativa Eurisa (che, si legge nel sito, ha “l’obiettivo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-assistenziali-sanitari ed educativi”) e dal 2016 come Presidente dell’Associazione Kyanos (che, si legge nel profilo Facebook, “pone al centro del proprio operare il pieno sviluppo della persona umana e la lotta contro la povertà e la violenza di genere, l’esclusione sociale, il pregiudizio socio-culturale, l’intolleranza ed il razzismo”).

Nel 2018, Erbetti, candidato sindaco grillino, è eletto consigliere comunale e il suo primo gesto politico è una benevola astensione nei confronti della neonata amministrazione di centro-destra guidata con mano malferma da Giò Tentenna Tenerone (futuro) Partigiano Arena. E già da questa mossa da consumato politicante si poteva capire come l’impavido grillino avrebbe bruciato rapidamente tutte le tappe, fino ad imbrancarsi nell’ammucchiata ultrainciucista Pd magnocanepinese-Forza Italia procenese che ha (s)governato il comune di Viterbo e ora (s)governa la Provincia.

Il 26 aprile 2019, questo blog sottolinea la curiosa coincidenza tra il ritiro dei 7 mila emendamenti al bilancio comunale presentati dal prode oppositore Erbetti e la partecipazione dell’intera giunta comunale o quasi “alla presentazione della  Cooperativa Onlus Gea vicina alla sua  compagna, Marta Nori, (presidente anche dell’associazione Kyanos che gestisce con due fidati grillini vicinissimi ad Erbetti)  a Prato Giardino, una “confidenza” con la maggioranza che non è piaciuta a gran arte del popolo vicino al movimento. Un consigliere comunale d’opposizione legato ad una “cooperativista” che ovviamente vive di soldi pubblici, un ruolo non facile da gestire per Erbetti anche perché quest’ultimo appartiene ad un movimento che si è sempre coerentemente autoproclamato per la trasparenza e contro ogni pur minimo conflitto d’interesse”.

In data 11 maggio 2019, sempre questo blog pubblica la seguente nota: “Mentre i 5 stelle viterbesi fanno parlare molto poco di sé (di iniziative, convegni, comizi neanche l’ombra, eppure il movimento è al governo della nazione) il loro portavoce e consigliere comunale Massimo Erbetti si dedica anima e corpo alla promozione dell’attività della compagna Marta Nori, presidente di Kyanos e militante del sindacato Usb.

Nella foto vedete l’ultimo incontro organizzato da Kyanos con la partecipazione dell’assessore Sergio Insogna, della consigliera Lina Delle Monache e dello stesso consigliere comunale pentastellato presente qui non in veste privata, quindi, ma pubblica, con tanto di colleghi d’assemblea.

La domanda che viene spontanea a questo punto è perchè. se gli piacciono tanto, suddetti eventi l’”uomo dei settemila emendamenti gettati dalla torre di piazza del comune” non li organizza o li fa organizzare per il movimento di cui è portavoce?

Se doveva farsi eleggere solo per promuovere le iniziative della compagna, non sarebbe stato più facile e diretto candidare lei invece che affidarle il ruolo di consigliere (e magari ghostwriter e stratega nell’ombra) aggiunto?”.

Ma il connubio tra la coppia più bella della politica viterbicola, l’amministrazione Arena e la Regione giallorossa ha il suo culmine con l’inaugurazione, simbolicamente avvenuta l’8 marzo (festa della donna) 2021, del Centro Antiviolenza Penelope.

“Il centro antiviolenza Penelope – si legge in una news apparsa sul sito del comune di Viterbo il 10 marzo 2021 –  è una struttura finanziata con fondi regionali, realizzata dal Comune di Viterbo in qualità di capofila, insieme agli altri comuni aderenti (Bomarzo, Celleno, Soriano, Vitorchiano, Bassano in Teverina, Oriolo Romano, Vetralla, Acquapendente, Canepina, Orte, Capranica, Blera, Bassano Romano), gestita dalle tre associazione riunite in una ats. Sul posto, il giorno dell’inaugurazione, la presidente dell’ats (e di Prassi e Ricerca onlus) Antonella Panetta, insieme a Marta Nori (Kyanos) e Carla Centioni (Ponte Donna), referenti del soggetto partner con cui il Comune di Viterbo ha dato vita alle struttura”.

Dall’inaugurazione è esclusa la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino che, come scrive lei stessa agli organi d’informazione locali il 23 marzo 2021, “ero pronta a partecipare all’inaugurazione del centro, di cui avevo seguito la realizzazione, ma l’amministrazione mi ha fermato, adducendo motivazioni di sicurezza dovute alla pandemia”. Il consigliere Erbetti, forse per non guastare la festa alle amministrazioni amiche e alla sua compagna, si guarda bene dal commentare l’esclusione di una senatrice del suo stesso partito dall’inaugurazione (a cui, come documentato da questo blog attraverso le fotografie ufficiali dell’evento, erano presenti nove persone).

Ma non finisce qui. Anna Maghi, Presidente dell’Associazione Erinna (che per vent’anni ha aiutato e soccorso le donne vittime della violenza maschile), il 12 marzo 2021 dichiara al sito “Etrurianews”: Apprendiamo dell’apertura del centro antiviolenza istituzionale a Viterbo, siamo contente per le donne di questa città che hanno dovuto attendere oltre tre anni a causa dell’incuria delle amministrazioni comunali. Dopo l’enunciazione del finanziamento regionale per i progetti “Penelope” e “Fenice”, scritti da Erinna e diventati proprietà del comune capofila, l’amministrazione Michelini, per tramite della signora Troncarelli, ha lasciato dormire i soldi, già nelle casse comunali, facendoli transitare nella nuova amministrazione che non ha dato alcun cenno di vita fino al sollecito della Regione Lazio. L’Associazione Erinna, con ventennale esperienza in questo territorio, è stata “suicidata” dai tempi burocratici e dalla trascuratezza di chi avrebbe dovuto averne cura”. E ancora: Il comune aveva già i soldi nel 2018,  ma a noi non arrivavano. Dopo aver atteso 17 mesi, tra l’uscita della graduatoria e l’avvio dei progetti da parte del comune capofila, nell’agosto 2018 abbiamo mandato una lettera a Regione e Comune dove dichiaravamo che avremmo lasciato il partenariato perché ormai eravamo economicamente stremate, e ancora aspettavamo l’istituzione dell’associazione temporanea di scopo con i comuni indicati dal bando, senza la quale non si poteva dare l’avvio ai progetti. La giunta Arena non ha mai cercato di capire e di conoscere cosa facevamo, se ne è totalmente disinteressata. I soldi del finanziamento regionale, però, erano destinati all’associazione Erinna, come riporta la documentazione ufficiale, che specifica come vincitori del bando risultino il comune di Viterbo in partenariato con Erinna, con uno stanziamento di 240 mila euro, soldi riservati ai due progetti per il centro antiviolenza e la casa rifugio: Penelope e Fenice elaborati e scritti da Erinna però non possono tornare indietro, Così nel 2019, durante un incontro in Provincia, tra Regione, rappresentanti dei comuni e associazioni sulle tematiche sociali, veniamo sollecitate, essendo una realtà consolidata, a partecipare al nuovo bando, che il comune di Viterbo deve emettere a breve, per ricercare un partner”. 

Nessuna precisazione da parte di Marta Nori. Mutismo (strategico) come vizio di famiglia? Non sempre. Quando vuole, infatti, la Presidente sa essere loquace. Con chi? Elementare Watson: ma con il webgazzettino stra-local più letto e più di regime dell’universo! E così, per una sorta di par condicio familiare, a un pezzullo dedicato alle grandi gesta politiche (di cui onestamente nessuno si è mai accorto) del neomagnocanepinese Erbetti ne segue un altro che mette sotto i riflettori il grande impegno sociale di Nori. Che, come ogni operatore socio-culturale viterbese che si rispetti, ultimamente ha vinto un bando della Regione Lazio e fiera di sé lo racconta (in esclusiva, ça va sans dire) al leggendario Signorino Grandi Firme. “Uno spazio per dare visibilità alla produzione sociale, politica e culturale delle donne”. Nasce a Viterbo La Caterinaccia – proclama enfatica la cronachetta –, centro dedicato a una donna nata due secoli fa e morta quello scorso. Giovanna Pannega, alias la Caterinaccia nata a Ischia di Castro nel 1890 e morta a Viterbo nel 1974. […] Un centro culturale voluto dall’associazione Kyanos grazie a un progetto finanziato dalla Regione Lazio con un bando del 2020. Responsabili del centro, Marta Nori e Laura Scaramuccia. La sede aprirà in via delle Mura 17, vicino piazza San Faustino. “La Caterinaccia – spiega Nori – sarà uno spazio aperto, un luogo fisico di incontro nato dall’esigenza di creare momenti di confronto e condivisione con lo scopo di dare visibilità alla produzione sociale, culturale e politica delle donne. Nello specifico nei locali della Caterinaccia saranno promosse tutte quelle attività che hanno come obiettivo principale la costruzione di una rete tra donne. Sarà una struttura aperta che mira allo sviluppo e al rafforzamento sociale legato al mondo del femminile. Non solo, ma le sale del centro saranno messe a disposizione di tutte le associazioni che faranno richiesta per scopi solidaristici e culturali, e con temi vicini al nostro scopo statuario””.

Sarà dura per Marta Nori, meritoriamente impegnata su più fronti, districarsi nella gestione di tutte queste attività finanziate con i soldi pubblici. Fortunatamente, a breve, potrà darle una mano il suo compagno (e ragioniere) Erbetti. A cui rimarranno certamente le pompe di benzina, ma – ahilui! – non l’autorevole poltroncina da consigliere comunale. E vissero felici, contenti e vincitori di bandi pubblici. E guai a chi si azzarda a dire che Erbetti e Nori non sono la coppia stra-local più bella della Magna Canepina!

(Fabio Messalla)

foto dal profilo fb di massimo erbetti, in primo piano a sinistra  lo stesso erbetti e la compagna marta nori

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