Home Politica Viterbo, ritratti da Palazzo dei Priori: il malinconico gregariato di Massimo Erbetti, pentastellato ondivago “ipnotizzato” dalla “ditta” Ricci-Barelli
Viterbo, ritratti da Palazzo dei Priori: il malinconico gregariato di Massimo Erbetti, pentastellato ondivago “ipnotizzato” dalla “ditta”  Ricci-Barelli

Viterbo, ritratti da Palazzo dei Priori: il malinconico gregariato di Massimo Erbetti, pentastellato ondivago “ipnotizzato” dalla “ditta” Ricci-Barelli

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Bisogna dire, e non è un motivo di demerito, che il portavoce dei 5 stelle Viterbo è un “animale politico” che si è fatto da solo, si occupa di cosa pubblica solo da pochi anni, viene dal mondo del lavoro, non dal Palazzo, non è un predestinato insomma: eppure non possiamo non dire che la sua azione a palazzo dei priori nelle vesti di consigliere comunale ci abbia alquanto deluso: essendo ancora vergine di “contaminazioni clientelari” ci si aspettava da lui una linea precisa, una opposizione più ferma, un contributo di idee e di critica che poi non c’ è stato.

La “voce” di Erbetti è sembrata timida e non sempre tempestiva, oscurata dalle grida dei più esperti Alvaro Ricci e Giacomo Barelli con  cui ha avuto l’ìdea di stringere una intesa più spersonalizzante che stretta: tutto per obiettivi politici che,  tranne l’assorbimento totale da parte della coalizione di centrosinistra,  non si vede cosa altro  possano essere,   a tutto svantaggio della credibilità e dell’indipendenza del M5s.

Ed anche per quel che riguarda la vita interna al movimento Erbetti non sembra aver fatto l’altro che seguire la linea del predecessore De Dominicis, verticistica, chiusa verso l’esterno, autoreferenziale e priva di costruttivo dibattito: nè più nè meno quello che succede negli altri partiti, solo che qui stiamo parlando di una forza politica che voleva aprire il Parlamento e quindi anche i comuni come una scatola di sardine (altre, non quelle a la page).

Non si è  ben compresa neanche la sua posizione sull’acqua pubblica o privata: fa parte del Comitato Non ce la beviamo, ma alle ultime elezioni provinciali ha votato per la lista sinistra Pd-Viva Viterbo favorevole agli aumenti e alla “privatizzazione senza fine” di un bene pubblico: un atteggiamento ondivago apparso molto poco convincente che non ha neanche provveduto a spiegare pubblicamente.

Peccato, le nebbie viterbesi lo hanno completamente avvolto, chi sia e cosa voglia di preciso sarà sempre più difficile da capire, certo il ruolo di “ruota di scorta” ufficiale di sinistra pd e filipporossiani ormai non glielo toglie nessuno.

(pasquale bottone)

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