Home Politica Viterbo, Regione Lazio, la nota: molta “comunicazione sorridente”, annunci, e ammiccamenti, ma pochi fatti concreti: l’azione politica del presidente Zingaretti ad un momento di svolta
Viterbo, Regione Lazio, la nota:  molta “comunicazione sorridente”, annunci,  e ammiccamenti, ma pochi fatti concreti: l’azione politica del presidente Zingaretti ad un momento di svolta

Viterbo, Regione Lazio, la nota: molta “comunicazione sorridente”, annunci, e ammiccamenti, ma pochi fatti concreti: l’azione politica del presidente Zingaretti ad un momento di svolta

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Bisogna ammettere che dopo l’effetto antipatizzante di Matteo Renzi che addirittura era riuscito a provocare una scissione nel Pd, il presidente Zingaretti è riuscito negli ultimi anni (fino a quando?)  a tenere compatto il partito: impresa meritoria, unita specialmente al risanamento della Sanità Pubblica (costata troppi sacrifici alle classi meno protette e ritardi spaventosi nell’assistenza, però), ma che non può bastare a giudicare e a dare spessore definitivo ad un’azione politica.

ZIngaretti, pupillo del navigatissimo ex deus ex machina veltroniano Goffredo Bettini, ormai è da tempo che va avanti a furia di annunci altisonanti e di tecniche di comunicazione ben calibrate,  che sembrano avere solo un essenziale compito, quello di promuovere uno status quo laziale più che traballante.

A parte le solite promesse di piogge di milioni da distribuire non si è ancora vista da parte sua una attenzione reale nei confronti di un ascensore sociale fermo da tempo immemorabile, la cui ripartenza potrebbe essere solo favorita da un’azione riformatrice seria, dalla creazione effettiva di nuovi posti di lavoro, da un dialogo approfondito con le forze della sinistra liberale e del cattolicesimo democratico mai iniziato.

Zingaretti paga la tendenza all’egemonismo sua e del suo king maker, figli di un pensiero dirigista, eternamente post-comunista, mai evolutosi pienamente in una moderna socialdemocrazia, nè in un liberalismo solidale.

Incomprensibile, per quello che riguarda le cose più strettamente viterbesi, il forte appoggio che il presidente continua a dare con generosi finanziamenti al festival Caffeina, nonostante gli siano state fatte notare più volte le incongruenze di un progetto che  non ha mostrato puntualmente il dovuto rispetto alle forze lavoro impiegate.

Nè si riesce a capire perchè sia mancata almeno una forte reprimenda di Zingaretti nei confronti della assessora (al welfare poi) Troncarelli dopo la clamorosa scoperta della sua partecipazione ad un concorso ancora a  mandato in corso.

In questo caso ci sono sembrati incomprensibili i silenzi de Il fatto quotidiano e dei 5 stelle sempre pronti a scavare casi di cattiva politica (talvolta distratti, evidentemente), qui protettivi e generosi anche oltremisura con il segretario-presidente.

Questo per dire che il mandato del segretario Pd rischia di essere una delle tante navigazioni a vista più o  meno riuscite che non resterà certo agli annali se non seguirà prima o poi la strada di un  coraggioso tentativo di riforma della macchina amministrativa laziale.

Il tempo potrebbe ancora esserci, ma la volontà è indispensabile.

(pasquale bottone)

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