Home Politica Viterbo, Provaci ancora, Mister Alfi: Antoniozzi, “internazionale” gloria sempre più stra-local
Viterbo, Provaci ancora, Mister Alfi: Antoniozzi, “internazionale” gloria sempre più stra-local

Viterbo, Provaci ancora, Mister Alfi: Antoniozzi, “internazionale” gloria sempre più stra-local

0
0

Da oriundi di recente conio, siamo debitori a un nostro ormai vecchio amico (un autentico folle con una spiccata propensione all’intelligence) di molte informazioni e notizie su personaggi e personaggetti stra-local. Ieri, dopo aver assistito a un singolare intervento in consiglio comunale del consigliere Alfonso Antoniozzi, abbiamo chiesto lumi al nostro amico su questo grande artista nazionale e internazionale prestato alla politica stra-local. Con un grugnito, ci ha consigliato di leggere la sua voce sull’enciclopedia on line Wikipedia. Piena di notizie sul suo ricco curriculum vitae, per carità, ma molto laconica, fatta eccezione per un piccolo cenno iniziale, sui suoi rapporti con la città di Viterbo. Con un ulteriore grugnito, il nostro amico ci ha fatto notare che la vita di ognuno di noi ha spesso, se non sempre, un andamento circolare, quindi la fine coincide con l’inizio.

Qual è stato l’ultimo ruolo del baritono Alfonso Antoniozzi? Il sacrestano interpretato, alla fine del 2019, nella “Tosca” rappresentata alla Scala di Milano. E il primo? Il chierichetto aspirante sacrestano che gorgheggiava vicino all’altare della chiesa viterbese di Santa Maria della Verità. Tra l’uno e l’altro ruolo, il liceo classico “Mariano Buratti”, dove primeggia non solo come studente ma soprattutto come abile performer alle famose “giornate del liceo classico” che avevano come prestigioso palcoscenico il Teatro Unione, il celebre Conservatorio di Santa Cecilia, il canto studiato privatamente con il grande baritono Sesto Bruscantini, l’affermazione come baritono sulle scene nazionali e internazionali e la recente carriera di regista e insegnante. Un curriculum vitae che, almeno in parte, giustifica quel misto di sprezzatura e degnazione con cui è solito confrontarsi con il suo malcapitato prossimo.

In anni recenti, ritornato, a fine carriera o quasi, nell’avita Viterbo, si è distinto per il suo attivismo politico, prima come commentatore del webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo (il mitico “Alambicco di Antoniozzi”), poi come assessore in pectore (trombatissimo) della lista civica “Viva Viterbo” di Filippo Rossi e Barelli Laqualunque e infine come consigliere comunale della lista civica “Viterbo 2020” di Chiara Frontini. Rappresentante del popolo viterbese da circa tre anni, il baritono-regista-insegnante centellina con estrema parsimonia sia la sua presenza in consiglio comunale che i suoi ficcanti interventi sulla res pubblica viterbicola (tutti pubblicati in esclusiva su “Zingaweb”). Quando una tantum accende il microfono per intervenire, la Sala d’Ercole ammutolisce.

Consiglieri e giunta distolgono lo sguardo dallo schermo dei telefonini e pendono dalle sue labbra. Ma Alfonso Antoniozzi non dà loro soddisfazione. Dalla sua bocca fuoriescono infatti banalità pronunciate con un timbro vocale quasi parodistico. Delusi, consiglieri e giunta tornano a concentrarsi sullo schermo dei telefonini. Provaci ancora, Mister Alfi.

(Fabio Messalla)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *