Home Cronaca Viterbo, populismo alla viterbicola e mancanza di educazione civica diffusa, tra politici, informazione, istituzioni e cittadini il disastro è totale
Viterbo, populismo alla viterbicola e mancanza di educazione civica diffusa, tra politici, informazione, istituzioni  e cittadini il disastro è totale

Viterbo, populismo alla viterbicola e mancanza di educazione civica diffusa, tra politici, informazione, istituzioni e cittadini il disastro è totale

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Si sentono tante grida allarmate sulle condizioni disastrose in cui versa Viterbo: sono sicuramente vere nella sostanza, anche se manca qualsiasi analisi un minimo più approfondita sulle cause di tanto degrado.

La vetus urbs appare poco curata e spenta, con l’erba in surplus e pulizia e tenuta delle strade assai approssimativa e sotto uno standard accettabile: è anche vero però che oltre ai mille ritardi di una amministrazione dilettantesca e male assortita, le colpe di una cittadinanza troppo distratta in relazione ai suoi doveri e troppo concentrata sui suoi diritti non possono che essere molte e condizionanti.

A partire dall’uso indiscriminato del parcheggio selvaggio in ogni zona della città, al puntuale rifiuto delle regole base della convivenza come la mancata giusta collocazione dei rifiuti, spesso lasciati per strada o addirittura nei cestini pur di evitare la relativa tassa comunale, lo schiamazzo facile ad ogni ora del giorno, la ricerca della scorciatoia e la rivendicazione di una appartenenza in ogni ambito della vita sociale e lavorativa.

Un quadro da provincia chiusa in se stessa, che va avanti alla carlona e che vede politica, istituzioni, informazione tutti protesi alla difesa del “lasciar fare”: tutto deve essere possibile a Viterbo, specie se si appartiene a certe ologarchie (logica del marchese del grillo in ogni dove), anche togliere le multe ai protetti, sopportare le prevaricazioni della corruzione ad ogni livello, favorire la mediocrità delle scelte ed una mancata cultura solidale come l’amore per il prossimo ad ogni livello.

E’ il  motore dell’ignoranza che spinge questa macchina infernale all’impazzata verso il basso, la tendenza a non voler superare equilibri fuori dal tempo e da ogni logica, il mantenimento di uno status sociale feudal classista e insofferente nei confronti di ogni interferenza esterna.

Una situazione davvero disastrosa che sta coinvolgendo anche l’ordine pubblico, ormai in caduta libera e che sindaco, prefetto, questore non riescono a riportare su un piano accettabile.

Ed il populismo da serve e l’informazione stralocale e distante anni luce da un grado di minima accettabilità    non fanno che dare al tutto i contorni di una vera tragedia a tratti ridicola nei suoi risvolti folcloristici supertrash.

Uno stato comatoso che avrebbe probabilmente bisogno di un intervento governativo, vista la supponente nullità dell’esistente e l’aggravarsi di un drammatico “caso Viterbo” che meriterebbe un apposito dibattito nazionale.

(pasquale bottone)

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