6 Dicembre 2022

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Viterbo, politici nulli e volgari, gazzettini “biscottari”, meglio non leggere e non votare chi quotidianamente prende per fondelli lettori ed elettori

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C’era una volta il giornalismo locale che, senza bisogno di offendere o “leccare” nessuno, sapeva intervenire efficacemente sui tanti problemi che hanno sempre afflitto la nostra città e la nostra provincia. Alessandro (Sandro) Vismara e Giorgio Martellotti, per tanti anni responsabili rispettivamente delle cronache locali de “Il Messaggero” e “Il Tempo”, conducevano battaglie a favore dei cittadini, non di questo o quel politico. Lo stesso discorso si può fare per i periodici locali, un tempo molto letti e diffusi, come “Il Bullicame” di Giovanni Lucchesi, “Il Gazzettino di Viterbo” di Antonio Brancadoro e, neppure troppo paradossalmente, per i vari fogli che uscivano sotto l’egida dei partiti di governo e di opposizione.

Da angolazioni (politiche e non solo) diverse e con stile diverso, tutte queste testate si battevano per rendere la nostra città e la nostra provincia migliori. Il giornalismo “biscottaro” è venuto dopo, a partire dalla seconda metà degli anni ’80, e, a parte l’improvviso benessere che ha colpito i suoi spregiudicati fautori, ha lasciato e lascia dietro di sé solo un tanfo acre e nauseabondo. Questa lunga premessa per dire che, in tempi di gazzettismo e webgazzettismo stra-local, l’occhio non smaliziato fatica un po’ a individuare il gioco delle parti che quotidianamente coinvolge pennaruli e politicanti.

Facciamo un esempio. Un webgazzettino stra-local, uno a caso tra i tanti, lancia una Grande Campagna di Stampa e un sindaco stra-local, uno a caso tra i tanti, inizia a ciarlare “in esclusiva” che vedrà, farà, risolverà… Passano due mesi e non si muove uno spillo che sia uno? Nuova ciarlata, che nel caso in questione è in realtà un’autentica ciarlatanata, “in esclusiva” in cui il nostro sindaco annuncia che vedrà, farà, risolverà… E così all’infinito fino al termine dei loro e dei nostri giorni. Quindi quando leggiamo, indovinate dove e declamati da chi, imperativi (che si vorrebbero) categorici come “Le scatole e i fili abbandonati oppure inutilizzati nel quartiere San Pellegrino vanno tolti.

Entro una settimana. Altrimenti ci penserà il comune” o “Intervenire su scatole e cavi abbandonati è un atto doveroso nei confronti del quartiere. Per quanto riguarda i cavi della luce e del telefono che stanno sulle facciate, per questi il percorso è più lungo e difficile. Perché occorre negoziare la cosa con i privati. Provvederemo comunque a portare avanti un’opera di sensibilizzazione cercando di trovare la soluzione giusta assieme ai proprietari delle case”, non sappiamo se ridere o piangere. Una soluzione per evitare queste stucchevoli sceneggiate comunque esiste: non leggere e non votare chi quotidianamente prende per fondelli lettori ed elettori.

(Peppino Pulitzer) 

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