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Viterbo, Politica ed etica, Luisa Ciambella: “Stima e solidarietà al sindaco Caprioli, dobbiamo ridare dignità alla politica”

Viterbo, Politica ed etica, Luisa Ciambella: “Stima e solidarietà al sindaco Caprioli, dobbiamo ridare dignità alla politica”

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Tra gli eventi politici locali che hanno caratterizzato le ultime settimane per  Luisa Ciambella Ie dimissioni del sindaco di Civita Castellana hanno lanciato il segnale più significativo: “Devo dire-sottolinea- che,  a parte le enormi differenze politiche che restano tra me e lui, ho  molto apprezzato il gesto di Caprioli, la decisione di un uomo libero che,  quando la politica è fatta solo di accordi di basso respiro,  veti  incrociati e interessi di bottega da difendere, fa saltare il banco  e se ne va. Caprioli ha tutta la mia stima e la mia solidarietà umana”.

“E’ ora di tornare a dare dignità alla politica- continua il capogruppo Pd– bisogna riscoprire il suo valore più profondo  che è mettersi al servizio degli altri, difendere il bene comune, favorire lo sviluppo di un intero territorio, migliorare le condizioni di vita della sua gente, non tenere mai distanti etica ed azione amministrativa, svolgere il proprio ruolo credendoci, non per calcolo o per favorire oligarchie, lobbies,   ma per missione.

Infatti fare politica- precisa-  è una missione,  la più alta forma di carità per dirla con Paolo VI. Ma questa forza nei politici gli italiani l’hanno ritrovata in maniera forte solo dopo il secondo dopo- guerra e nella fase Costituente. Tutte le classi dirigenti che si sono susseguite da allora in poi non sono state percepite dalla popolazione come “vicine”,  come se fosse mancata loro quella tensione  che volgesse veramente al benessere di tutti, e impedisse loro un lento e inesorabile declino”.

“A tal proposito- sottolinea la responsabile per il Lazio di Base Riformista- Moro capì tutto e si spese con tutte le sue forze  per rinnovare l’asse portante della democrazia Italiana,  ma come è noto non vi riuscì.

Poi più tardi arrivò il Berlusconismo che,  cavalcando la decadenza di una società che aveva già sostituito l’io” al “noi”,  fece passare  il messaggio che “che tutti possono fare tutto a prescindere dalle loro competenze” e che  dovesse  essere dato alle donne uno spazio nella società legato a competenze “altre” rispetto a quelle fin lì richieste”.

“La sfiducia nei governanti arrivò al suo culmine, comunque- ricorda la Ciambella,  a marzo 2018 quando il popolo italiano votò  5 stelle e Lega unicamente per protestare  contro un sistema che in molti casi lavorava per auto-perpetuare se stesso, mandando al potere al grido di  “tutti possono fare tutto” riveduto e corretto,  negli enti locali come in Parlamento o nelle regioni,  persone che chiedevano alla politica più che donare se stessi a quest’ultima, dimostrando improvvisazione e superficialità e scaricando problemi e difficoltà sulle classi politiche precedenti, a loro dire capaci di ogni disastro possibile.”

“Arrivati dove siamo- sintetizza la “combattiva Luisa”- solo la competenza e l’etica possono salvare il nostro Paese da un declino sempre più grave ed evidente.

Le famiglie devono poter crescere i propri figli invitandoli a conoscere prima i loro doveri e poi i propri diritti, la società deve respirare il rispetto e la tutela di chi ha meno, di chi è rimasto indietro. Siamo noi genitori che dobbiamo allevare  i nostri figli insegnando loro a non cercare  scorciatoie per arrivare, rispettando “la fila”, perché,   prima di pretendere qualcosa dagli altri è bene pretendere da noi stessi “degnità”,  competenza e consapevolezza”.

In questo momento post-Covid19-  mi conforta percepire che la richiesta di “professionalità e talento” stia “tornando di moda”, ma non vedo ancora sorgere argini  alle prevaricazioni e alle furbate”.

La ricostruzione della nostra società e quindi delle nostre classi dirigenti passa dal rispetto della nostra  Costituzione e dalla  Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, sono e devono restare i capisaldi del nostro essere “comunità democratica”.

“Non possiamo più permetterci di sbagliare, la strada giusta non può essere che rieducare al valore dei traguardi conquistati con abilità, sacrificio, umiltà e costanza- conclude la capogruppo “democrat”-  così ci salveremo e la politica smetterà di sacrificare persone per bene come Caprioli. D’altronde quello che siamo in politica siamo nella vita. Facciamo la differenza pensando al bene comune,  solo questo ci salverà. Confido che  questo post-pandemia sia l’inizio di un cambio di rotta,  la politica non può più fallire, dinanzi ad una crisi così grave rischierebbe di mettere a rischio le stesse istituzioni democratiche”.

 

 

 

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