4 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, politica e festival di partito, ed ora Pd e F.I. lavorano al clamoroso rilancio di Caffeina per l’estate: incontri dei filipporossiani anche con il commissario Scolamiero?

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Come avete modo di vedere anche voi quando scendete la mattina, il pomeriggio o la sera Viterbo al momento è una città piuttosto abbandonata e malridotta, strade deserte, specie al centro, sporche, ora, con l’amministrazione comunale vacante, come prima con l’amministrazione in carica. Che ci sia stato un sindaco e una giunta in carica, in pratica, non se ne è accorto nessuno.

Di questo passo, uno penserebbe, chissà che estate grigia ci aspetterà, ma non tenendo conto che a Viterbo la legge non è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale: infatti nei giri esclusivi della viterbo che è pur sempre al potere, anche quando non lo è ufficialmente, gli incontri avvengono, le cose si preparano, gli amici degli amici si aiutano.

E i bene informati ci assicurano che il sistema dei soliti noti sta lavorando ad una grande resurrezione, rimettere in piedi il baraccone Caffeina: l’ex sindaco Arena è stato visto più volte al bar con numerosi esponenti filipporossiani, rapporti cordialissimi, brindisi affettuosi e come sapete Giò Tenerone, oltre ad essere un uomo di buon cuore che aiuta i diseredati è anche parte di quella coalizione che unisce sinistra  Pd e Forza Italia e mira a conquistare il palazzo dei priori, e a ridare un ruolo di primo piano nel settore cultura a Giacomo Barelli, portavoce del caffeina party, nonchè ufficialmente candidato della caliendana Azione, oltre che voce pseudo movimentista del pd panunziano e brother in arms dell’inventore della buona destra che vota a sinistra.

Si sarebbero già tenute più riunioni per rimettere in scena Caffeina per questa estate e pare che la stessa commissaria Scolamiero sia rimasta colpita dall’attivismo dei filipporossiani che avrebbe incontrato più volte con viva cordialità istituzionale.

Uno magari si potrebbe chiedere come mai in un periodo in cui a viterbo non circolano neanche i gatti randagi, ma solo qualche grosso topo figlio delle troppo episodiche derattizzazioni areniane, tutto questo andirivieni ruoti intorno al Caffeina World, e probabilmente con finalità che prevedono anche l’impiego di soldi pubblici.

Eppure si parlava di debiti degli organizzatori piuttosto cospicui, tutto risolto, o chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato?

Chi c’è dietro per davvero al progetto Caffeina, perchè fanno di tutto per farlo risorgere prima ancora che diventi cenere, una fenice a metà in un certo senso?

Misteri della bella e sempre più nebulosa vetus urbs, città dove negli accordi elettorali tra partiti sono previsti anche i festival (di partito).

(e qui potrebbe partire una rassegna stampa più che corposa di supporto a quanto sopra affermato).

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