3 Dicembre 2022

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Viterbo, parcheggi selvaggi: piacciono a molti politici (portano voti, “clientele”‘?), ma affossano ogni disegno di città futura

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Molti politici locali pensano di poter utilizzare gli spazi vuoti dell città per farne un parcheggio ma l’esperienza di altre città insegna che la riduzione degli spazi destinati alle macchine può contribuire in maniera decisiva a rendere una città più vibrante e vivibile. Utilizzare i grandi spazi come le piazze per una molteplicità di funzioni è la modalità ideale per ridare vivacità a una città, piccola o grande che sia, anche magari prevedendone utilizzi originali. un piccolo centro come il nostro, è un centro in cui è possibile ritornare al concetto di piazza e arricchirla di nuove modalità d’uso. Lo stesso vale per le strade, che possono trasformarsi in mercatini a cielo aperto in occasione delle feste di quartiere o vengono restituite ai cittadini per poter, camminare senza rischiare di essere presi sotto da un’auto, incontrarsi o mangiare assieme.

Non si tratta soltanto di agire sul fronte della pedonalizzazione ma di renderle più belle e attrattive. Non saranno i grandi negozi a salvare i centri storici ma il piccolo commercio di qualità. Creare le condizioni per rendere i centri storici la giusta cornice in cui far crescere il commercio di qualità, capace di portare creatività e valore nel centro, è la strategia da seguire a partire da una ridefinizione degli spazi pubblici da rendere vivibili, pedonabili e attraenti.

Sperimentare nuovi sistemi di regole per favorire l’imprenditoria creativa, ad esempio rendendo possibile l’apertura di negozi temporanei o incentivando i giovani ad aprire nuove attività commerciali con specifiche azioni di formazione e l’esenzione dal pagamento delle tasse locali per un periodo stabilito da Palazzo dei Priori, sono alcuni elementi delle strategie che stanno rivitalizzando città, con programmi come lo Streetwise programme o l’iniziativa Pop up to Date di Anversa. Numerosi piccoli centri stanno puntando anche sul mantenimento dei negozi di prossimità e sulla valorizzazione di attività come birrerie artigianali e bar con dehors che puntano sulla qualità e l’uso ragionato degli spazi pubblici, capaci di dare agli abitanti la percezione di un posto attrattivo e vivibile.

Un posto deve essere cool ma crei la coolness solo se crei spazi pubblici migliori e supporti in maniera adeguata il lavoro degli imprenditori. Sbattere le auto fuori dai centri storici per renderli più vivibili, per rendere il centro quel luogo dove puoi e devi vedere ancora i bambini girare in bicicletta, deve essere quel luogo dove i bambini possono giocare a pallone per strada, dove i residenti non devono essere dipendenti dalle automobili per poter accedere ai servizi di primaria importanza. Non c’è dubbio sul fatto che quanto più le auto restano fuori dai centri cittadini, più questi ultimi diventano interessanti e attrattivi. Ridurre gli spostamenti inquinanti organizzando la mobilità e i sistemi di approvvigionamento in maniera diversa rappresenta senza dubbio una delle possibili soluzioni per migliorare il modo in cui le persone si percepiscono in relazione agli spazi che li circondano. L’utilizzo di minibus elettrici può agire in maniera forte sulle abitudini consolidate dei residenti.

Curare le persone dalla dipendenza dall’automobile è un assunto che diventa cardine di azioni e politiche strutturate e collaborative. Uno dei passi fondamentali è rendere i giovani e gli anziani protagonisti del cambiamento del centro storico. I giovani e gli anziani sono due gruppi sociali inaspettatamente legati più di altri ai centri storici. I ragazzi non hanno l’auto e quindi il centro storico diventa parte della loro identità, con la conseguenza che se ci sono poche attività il desiderio principale diventa quello di scappare, di abbandonare il piccolo centro. Renderli protagonisti del futuro del luogo in cui vivono è la soluzione per evitarne la fuga. Il sindaco potrebbe chiedere ai ragazzi di Viterbo, di indicare una serie di azioni da realizzare nelle diverse parti della città. Non ci sarebbe da meravigliarsi se chiedessero di riappropriarsi degli spazi, di realizzare attività nelle piazze come spettacoli di musica e di ballo o giocare con lo skateboard. A dimostrazione che i giovani non rimangono in un posto solo se ci sono tanti bar ma se vengono lasciati liberi di fare le cose, i giovani sono coloro che davvero realizzano il cambiamento nei centri storici. Dal canto loro invece gli anziani sono coloro che hanno smesso di guidare e quindi desiderano un accesso facile ai servizi, che se non vengono resi accessibili agli anziani costituiscono un elemento problematico anche per le famiglie e le altre fasce di popolazione.

Favorire i legami tra diverse fasce di popolazione attraverso programmi e iniziative che rinsaldano il senso di appartenenza al luogo in cui si vive e ne promuovono la qualità della vita, come il Playground Paradigm che Udine sta replicando in altre città medie in Europa, rappresenta una delle soluzioni per contrastare lo spopolamento e favorire la coesione sociale. Una urbanistica migliore riparte da luoghi e spazi progettati e condivisi con le persone. Le diverse parti della popolazione devono necessariamente collaborare per mantenere in vita il ramo dell’albero su cui sono seduti. Diventa obbligatorio far diventare gli abitanti fieri del luogo in cui vivono. Creare fiducia tra le persone per cambiare la percezione collettiva del centro storico è un’operazione politica e culturale che i processi partecipativi possono contribuire a rilanciare restituendo agli abitanti una fotografia più completa del posto in cui vivono. Se è vero che la storia di un piccolo centro non può essere cambiato, le tendenze e le prospettive di sviluppo futuro possono invece essere orientate anche a partire da un’azione di co-creazione che rende le persone protagoniste dei processi di cambiamento e di gestione del centro. “Nessuno possiede le città” diceva Jane Jacobs e questo è quanto mai vero nei centri dove l’azione collettiva può condurre a una riappropriazione collettiva della governance in cui ciascuno può avere un ruolo decisivo. Rendere le persone orgogliose di partecipare allo sviluppo futuro della propria comunità rappresenta un elemento di valore e di orgoglio che favorisce la visibilità e l’attrattività del nostro centro, motore silenzioso di una città che dovrà crescere grazie all’azione silenziosa di un luogo vitale e vibrante che offre un contributo di rilancio della città.

(marco zorzan)

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