3 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, Panunzio “Lukashenko” ( & Co) la vera destra liberista e affarista è lui, altrochè

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Visto che poi Panunzio Lukashenko Cimino , il dittatore delle omonime terre, dovrebbe essere di sinistra, uno che viene addirittura dal pci ( una profanazione di una gloriosa tradizione vera e propria), è strano di come assieme a Zingartti e la Regione Lazio si sia messo a rendere quanto più privata possibile la sanità pubblica, pubblicizzando il prodotto “intra moenia” che notoriamente privilegia chi può pagare e penalizza  chi non può farlo.

Ma Rico il Grande, campione della provincia depressa di Tuscia, è un ricco imprenditore, altrochè, il politico lo fa per hobby e per ebbrezza di potere in primis, insofferente nei confronti di qualsiasi dialogo e confronto,  di progressista non ha nulla: chiara immagine maschilista da aspirante homme fatale per ruolo e non per fascino effettivo, liberista in economia, amante degli inciuci con la destra che rendano più facile la gestione del potere trasversale.

Per questo è amatissimo da buona parte del cdx viterbese che non ha nemmeno il più insignificante ideale oltre il denaro, la clientela, l’appalto per i soliti noti: esattamente come la sinistra viterbese, entrambi sono schieramenti per modo di dire, sono più che altro gruppetti di potere che si venderebbero la madre  per piazzare figli, nipoti, zii, amanti, e mettere qualche liretta da parte.

“Oggi è difficile essere di sinistra senza essere di destra” diceva un tempo Beppe Grillo e Panunzio Lukashenko ne ha fatto il suo mantra: stringe accordi, manda i suoi a chiedere “a fra che te serve?”, i suoi che lo seguono sempre neanche fossero bodyguard, come uno Sbardella d’antan, ma spostato più a destra ancora.

Panunzi è la vera destra viterbese e infatti li ha caricati a bordo i berluscones, i barelli, gli altri pseudo centristi che ha trovato in giro, e finalmente la sua coalizione berlusconiana è pronta e sta per essere presentata.

Il problema è chi è cresciuto in una vera famiglia progressista, che votava a sinistra non per sport, ma perchè ci credeva, queste proposte le rispedisce al mittente, mica si lascia incantare da un ducetto qualsiasi di campagna, su, berlinguer, nenni, pertini, olof palme, willy brandt, ingrao, lucio magri non sono vissuti a caso.

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