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Viterbo, note, ma Barelli chi rappresenta se non se stesso e Rossi? Cercasi pd e alternativa di csx  viterbese

Viterbo, note, ma Barelli chi rappresenta se non se stesso e Rossi? Cercasi pd e alternativa di csx viterbese

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Sui conti del Comune forse il vicesindaco Alessandrini, neanche  a farlo apposta uno “straniero”, che viene da fuori e non fa parte delle solite tristissime (spesso corrotte) conventicole viterbesi ha cominciato a squarciare il velo dell’omertà e a fare capire qualcosa a noi tutti: per il resto una amministrazione nata col piede sbagliato non riuscirà ad effettuare  chissà quale cambio di rotta, la situazione è grave, e seria fino ad un certo punto.

Ma che l’Arena I (e ultimo) non fosse stata una ipotesi vincente ormai è sotto gli occhi di tutti e la colpa del sindaco non è tanto nel “poi”, ma nell’essersi voluto imbarcare dall’inizio con cocciutaggine e furori adolescenziali in una avventura che sapeva che non avrebbe potuto gestire nel migliore dei modi.

Il problema non è l’amministrazione in carica, è l’alternativa in vista di un sempre più possibile voto anticipato: l’autocandidatura della Frontini è automatica visto l’arrivo sul filo di lana delle scorse comunali: quello che spaventa è l’inconsistenza e l’evanescenza, di un partito, il pd, sempre più diviso e litigioso, che continua a schierare come uomo di punta un ex assessore poco empatico e prolisso come Ricci,  e a tenere a servizio il civico Barelli che non si sa chi rappresenti oltre se stesso e Filippo Rossi, suo compagno di ventura-mentore da sempre,  e a credere in un’alleanza con i 5 stelle che qui ha un solo consigliere comunale (“monostellato”) e nessuna grande esperienza nè peso elettorale.

Una compagine perdente, la cui inadeguatezza vistosa non può essere sfuggita al capocorrente Panunzi e la cui conferma non si riesce a comprendere razionalmente.

Ricci tuba con il suo personale house organ “gazzettinico” come fosse quella la soluzione al tutto, Barelli punta il dito qua e là mentre il suo conflitto d’interessi certo non si alleggerisce, Erbetti strilla come un’aquila ogni tanto, ma su questioni del tutto marginali, una waterloo vera e propria.

Del Pd farebbe parte anche la consigliera Ciambella, ma sono anni che ormai fa politica ( a livello locale)  autonomamente anche con molta convinzione e foga su temi come Talete, fotovoltaico, scuole inadeguate, sembra completamente slegata dagli altri,  si impegna tantissimo ed è sempre sul pezzo, anche se l’obiettivo finale non è ancora ben disegnato, la posizione è d’attesa, combattiva, ma d’attesa.

Ma non c’è un progetto di alternativa per la città proveniente da un partito che è forse l’unico rimasto ad essere strutturato come tale in tutto il paese, una autentica tragedia per un intero elettorato.

Solo allargando ad una ipotesi di nuovo centrosinistra inclusivo forse i progressisti viterbesi potrebbero trovare un minimo di nuova autenticità e recuperare lo spirito d’azione che abbia un senso.

Così raccolgono  solo ego pesanti rendendo inascoltabili e tediosi con interventi fiume di gente che si parla addosso all’infinito i consigli comunali e certo neanche fanno  un graffio all’incassatore  Arena.

(pasquale bottone)

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