3 Dicembre 2022

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, non solo la politica, ma anche il mondo della cosiddetta informazione pieno di conflitti d’interesse: cronache di picchiatori del web che agiscono ad orologeria solo per tutelare i loro “affari” e “ricattare” le istituzioni

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Typewriter close up shot, concept of Online News

Non è solo la politica a dover essere liberata dai conflitti d’interesse e dagli affari di parte; il mondo dell’informazione non è secondo in questo campo a nessuno.

Giornalisti che lavorano al’interno di organizzazioni di eventi che poi firmano edizioni locali di giornali, uffici stampa di istituzioni che si trasformano in opinionisti, sedicenti guru che attaccano ad orologeria apparentemente per vedere chiaro nella cattiva amministrazione, ma in realtà per difendere la propria lobby contro le altre lobbies, per tutelare le proprie iniziative da possibili concorrenze o incassare i “diritti pubblicitari” giusti.

Viterbo è una città strana, tutti sanno come funziona il sistema e tutti lo subiscono passivamente, confidando che lo stesso sistema possa portare utili anche a se stessi.

L’uso dell’informazione come clava per minacciare, intimidire, riscuotere quanto desiderato, è prassi consolidata: il mercimonio delle apologie o degli attacchi vibranti contro l'”avversario” anche.

Strano solo che un meccanismo così ben oliato sia venuto fuori nel caso Gianlorenzo, poi il nulla: si accomodino pure i “picchiatori ad orologeria” in conflitto d’interesse, la loro impunità è ancora garantita.

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