Home Cultura Viterbo nel caos: la “sanguinosa” lotta per l’affidamento del Teatro Unione è già iniziata, i retroscena
Viterbo nel caos: la “sanguinosa” lotta per l’affidamento del Teatro Unione è già iniziata, i retroscena

Viterbo nel caos: la “sanguinosa” lotta per l’affidamento del Teatro Unione è già iniziata, i retroscena

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Continua a farla da padrona in queste settimane, anche se in gran segreto, sottotraccia, una battaglia senza esclusione di colpi per l’affidamento del Teatro Unione: le fazioni in competizione (che potrà divenire presto sanguinosa) sono fondamentalmente una agguerrita alleanza locale che si autopromuove proponendo di affidare l’intero cartellone a compagnie di Viterbo e puntando alla costituzione di uno Stabile che produca spettacoli e valorizzi eventualmente talenti e risorse  ed una più ecumenica corrente di pensiero che ritiene che, come avviene in tutte le città del mondo, l’affidamento di un Teatro Massimo cittadino come quello dell’Unione debba avvenire dopo la pubblicazione di un bando di concorso ufficiale nazionale.

I sostenitori dello Stabile non hanno al momento idea di come possa essere finanziato il loro progetto, convinti, forse con troppo ottimismo, che il Comune sia in grado di sostenere le spese dei primi tempi,  cosa assolutamente impossibile: palazzo dei Priori potrà spendere per il Teatro non più di 100 mila euro l’anno che giusto possono bastare a finanziare una stagione teatrale di buon livello e chissà a fornire un budget di partenza per la direzione artistica.

Gli ecumenici vorrebbero che ad occuparsi dell’Unione fosse invece un noto personaggio nazionale in grado con la sua autorevolezza di richiamare compagnie di alto livello e di favorire partnership istituzionali o commerciali in grado di intervenire significativamente nei costi di gestione.

Un progetto possibile che potrebbe inserire Viterbo in un circuito prestigioso: eppure un progetto che puntualmente, in una città di non grandi aperture verso l’esterno come Viterbo, finisce per trovare fortissime opposizioni interne.

Ora il sopravvento dell’assessore De Carolis alla cultura sta già rafforzando le ambizioni local e del suo stesso giro di società di comunicazione e di eventi: dall’altra parte Lega e Forza Italia sono favorevoli al bando  nazionale e non hanno alcuna intenzione di “regalare” il teatro a Fratelli d’Italia: sarà una lunga battaglia, ma c’è da sperare solo che il peggior provincialismo cittadino non inibisca la crescita di un bellissimo teatro come quello dell’Unione.

(pasquale bottone)

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