Home Politica Viterbo, Natale e beneficenza, Luisa Ciambella: “La politica deve lottare per i diritti di chi ha bisogno, non è suo compito fare la carità”
Viterbo, Natale e beneficenza, Luisa Ciambella:  “La politica deve lottare per i diritti di chi ha bisogno, non è suo compito fare la carità”

Viterbo, Natale e beneficenza, Luisa Ciambella: “La politica deve lottare per i diritti di chi ha bisogno, non è suo compito fare la carità”

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E’ Natale e si moltiplicano gli appelli alla raccolta di cibo, beni di prima necessità, giocattoli per bambini,  a favore dei meno abbienti,  che coinvolgono da sempre associazioni, onlus, volontariato, etc: iniziative radicate nei decenni che hanno perso per strada quella autenticità e quella genuinità che le caratterizzavano diventando spesso principalmente passerelle auto-promozionali per i benefattori,  ovviamente mai “anonimi” (eppure un tempo la beneficenza non si faceva per un articolo sul giornale, ma in maniera riservata, “senza comparire).

Ora coinvolge addirittura i partiti politici che certo forse avrebbero altri compiti primari: almeno così la pensa la consigliera comunale Pd Luisa Ciambella: “Io credo- sostiene con decisione- che la politica non debba fare la carità, ma porre le condizioni affinchè le diseguaglianze si attenuino, i meno fortunati possano uscire da situazioni di disagio, si creino tutta una serie di condizioni affinchè chi non ha una stabilità economica possa superare il problema con il lavoro, l’aiuto dello stato,  che deve far sì che tutti abbiano le stesse possibilità di realizzarsi e di mantenere se stessi e la loro eventuale famiglia”.

“Non credo-continua la Ciambella- che la soluzione sia trasformare i partiti in onlus, raccogliere cibo, distribuire computer o regalare beni di prima necessità a chi  è in difficoltà:  il lavoro, l’indipendenza economica, la liberazione dal bisogno sono diritti sanciti dalla nostra Costituzione, non concessioni, carità, afflati generosi di animi nobili. Credo che la strada di spettacolarizzare la beneficenza, di farne anche un motivo di vanità, di autopromozione o cose simili sia sbagliata. Cerchiamo, noi politici, di lavorare affinchè ci sia una redistribuzione della ricchezza, investiamo risorse affinchè l’ascensore sociale non resti immobile per decenni e decenni”.

“In ogni caso, conclude la consigliera pd- parliamo poco di solidarietà e aiutiamo gli altri praticamente,  se possiamo, in maniera riservata, senza clamori: poi a Viterbo in questo preciso momento storico c’è bisogno di costruire, di idee, contributi, non di autoreferenza sterile, specie tra i politici. Questa confusione che va delineandosi tra partiti, liste civiche, movimenti, associazioni non porta con sè nulla di buono, a mio avviso, i ruoli vanno separati e il bene comune deve essere l’obiettivo ultimo, altrimenti diventa tutto un gioco senza senso a chi la spara più grossa, a chi più si fa notare, una grande corsa al raggiungimento di un solo interesse, quello personale; ma così la città muore.

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