5 Dicembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, “mercato del Sacrario”, un altro punto di incontro che viene meno nella città dei giri chiusi e delle “famiglie”, a Palazzo e fuori

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C’è un aspetto su cui forse non ci si è ancora soffermati abbastanza ed è il ruolo sociale svolto dal mercato del sabato: in una città di giri chiusi, senza punti di aggregazione l’appuntamento del fine settimana al Sacrario costituiva un’occasione d’incontro per famiglie, di acquisti a buon prezzo, di confronto sulla quotidianità cittadina.

Una Viterbo che invece di disperdersi in mille rivoli e affari personali, si riuniva per una volta ogni 7 giorni senza differenze, tra nativi, naturalizzati, forestieri, stranieri, “immigrati” che si ritrovavano negli stessi spazi ad interagire.

La riqualificazione del centro storico non passa attraverso scelte classiste, anche i piani merceologici vanno illustrati alla cittadinanza e motivati, non imposti al buio: non devono trasformarsi nella solita spartizione di favori all’interno della sempre più piccola ed involuta politica cittadina.

Ci vogliono idee nuove, apertura  verso l’esterno, credibilità di chi propone, nessun conflitto di interesse che le muove.

Completamente in antitesi poi la scelta di spostare in periferia il mercato e di ospitare al centro un carnevale oggettivamente populista e di piccolo cabotaggio che non porta certo turismo e che soddisfa magari solo qualche sopito  esibizionismo da provincia depressa spesso disegnata assai bene nei b movie di commedia all’italiana anni 70.

Ci vuole molta più serietà, fantasia e l’abbandono di un campanilismo estremista che sembra sciovinismo autentico: sempre che si voglia entrare nella contemporaneità e non far morire del tutto una città già in condizioni di salute più che critiche.

(pasquale bottone)

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