Home Cronaca Viterbo, lo scandalo della piscina comunale, per Arena la “scelta migliore” è l’affidamento alla Fin, guidata dal senatore “azzurro” Paolo Barelli indagato da una procura svizzera ed una italiana
Viterbo, lo scandalo della piscina comunale, per Arena  la “scelta migliore” è l’affidamento alla Fin, guidata dal senatore “azzurro” Paolo Barelli indagato da una procura svizzera ed una italiana

Viterbo, lo scandalo della piscina comunale, per Arena la “scelta migliore” è l’affidamento alla Fin, guidata dal senatore “azzurro” Paolo Barelli indagato da una procura svizzera ed una italiana

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Per Arena affidare la piscina comunale alla Fin presieduta dal suo collega di partito Paolo Barelli è cosa e buona giusta, anche se viene a costare alle case comunali 350mila euro all’anno. Ma  la scelta resta discutibile per altri aspetti ancora più preoccupanti se vogliamo: Barelli è stato recentemente denunciato dal presidente onorario della federazione nuota europea Bartolo Consolo, ora diretta da lui, per “emissione di fatture per servizi mai erogati”. “A novembre scorso-dice Consolo- ricevo una lettera anonima che mi svela che tre Società di Roma avevano ricevuto pagamenti dalla Len per prestazioni effettivamente mai eseguite. Ho effettuato delle verifiche su Elevan srl, Cir.Aur srl ed Eurozona srl, le tre società, nella Cir.Aur è coinvolto – per il 75% – il presidente della Len, Paolo Barelli. I contratti parlano di aiuti vari, alle trattative dei diritti televisivi tra Len e Ebu, ente europeo di radiodiffusione, ad accordi con sponsor. Difficile quantificare, ma diciamo: fino al 2016, per Cir.Aur, 74 mila euro. Per i diritti tv siamo oltre i 100 mila. I contratti per me non sono veri perchè La Cir. Aur si occupa di “locazione di beni immobili propri, sviluppo progetti immobiliari senza costruzione”,  Eurozona “gestione immobiliare”, Elevan è una “agenzia di assicurazioni”. Io ho chiesto spiegazioni a Marco Birri, un dirigente della Len. Il quale mi ha pregato di rivolgermi a Paulo Frishnek e David Rouger. Frishnek mi dice che non ha mai firmato le fatture, e che una l’ha firmata personalmente Barelli.  Poi Frishnek ha lasciato e firmato un patto di riservatezza.  L’altro dirigente, Rouger  sostiene di aver condotto solo lui le trattative dei diritti tv, e nessun altro. Insieme all’accordo con l’Ebu, è arrivata la parcella. Ai manager è stato spiegato che Elevan aveva fatto lobby in modo riservato.  A quel punto ho posto delle domande e le risposte non sono state esaustive. Strano che tutti gli Auditor, interni ed esterni alla Len che avrebbero dovuto verificare le spese hanno accettato le spiegazioni fornite e nessuno del Bureau ha voluto approfondire con l’ex direttore Frishnek. Ci sono almeno un paio di inchieste in corso, una anche della magistratura italiana, ma tutto è rimasto fermo, immagino per colpa del Covid 19. Attendo gli sviluppi in nome della trasparenza e dell’onestà. Con il passare dei giorni è accaduto che io sia diventato il malfattore, dopo un documento firmato da sei membri del Bureau della Len. E questa cosa è davvero ingiustificabile perché, comunque sia, non è questo il modo di operare e di gestire una federazione”.

Nelle scorse settimane Barelli era stato anche  criticato per il suo modus operandi:  ha chiesto la cassa integrazione per gli 85 dipendenti, nonostante i soldi ricevuti da Sport e Salute proprio per evitare una situazione del genere e nonostante il bilancio della Federnuoto goda di ottima salute. Poi  Barelli ha subito anche un attacco dai media internazionali: un consorzio investigativo di tre grandi quotidiani (Frankfurter Allgemeine Zeitung, Sunday Times e Daily Telegraph) parla di un’inchiesta su cui lavorano una procura italiana e una svizzera.

 

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