Home Cronaca Viterbo, Lidl Viterbo, tanta pubblicità, ma la scortesia è di casa, lo sfogo di una nostra lettrice lesa nei suoi diritti di “consumatrice”
Viterbo, Lidl Viterbo, tanta pubblicità, ma la scortesia è di casa, lo sfogo di una nostra lettrice lesa nei suoi diritti di “consumatrice”

Viterbo, Lidl Viterbo, tanta pubblicità, ma la scortesia è di casa, lo sfogo di una nostra lettrice lesa nei suoi diritti di “consumatrice”

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Pubblichiamo di seguito mail ricevuta  da una ns. lettrice 

 

Gentile direttore, le inoltro la pec inviata alla sede legale del ldl.  La  ringrazio se vorrà pubblicarla (p.d.)

 

Buonasera.

vorrei fare formale reclamo per il trattamento ricevuto presso una filiale di Viterbo.

Sono una abituale cliente già da diversi anni:  stamattina alle ore 12,00 circa mi sono recata presso il punto vendita sopra indicato per restituire un oggetto acquistato ieri che era mal funzionante (Silver Crest Borsa riscaldante elettrica). Sono andata alla cassa n° 5 dove l’addetta mi ha dice “puoi per favore rimettere questa (ovvero quella non funzionante) nella bancarella?” Già questo mi è sembrato strano perchè,  devo rimettere  una cosa che non funziona in vendita ?? 
Inoltre mi ha chiesto lo scontrino,  ma io ho solo il digitale dal quale si evince esattamente tutto ciò che ho acquistato in data 15/01/2022 compresa la borsa XXXX e il mezzo di pagamento. La signorina  mi ha spiegato che per regolamento non si può fare cambio senza scontrino cartaceo ma questo al consumatore chi lo ha detto al momento dell’acquisto del bene??
Con me c’era mio marito che è andato dal capo-filiale che era in servizio presso un’altra cassa. Mio marito si è educatamente presentato dicendo il suo nome e cognome e chiedendo il nome del capo-filiale il quale non ha voluto dirlo perchè,  a suo avviso, non tenuto a farlo per regolamento,  nè a cambiare il bene senza scontrino cartaceo.
Ovviamente ne è nata una discussione, presenti altri clienti con opinioni discordanti, discussione finita in quanto il capo-filiale, ripeto a me ignoto nome e cognome e/o matricola, se ne è andato nel box/ufficio senza invitare mio marito ad entrare per spiegare o mostrare il regolamento. Ha solo detto che dovevo chiamare il servizio assistenza della Silvercrest.
Siamo molto indignati e siamo usciti chiamando le Forze dell’Ordine perchè ci siamo sentiti trattati noi come dei truffatori che pretendevano una cosa assurda.  Abbiamo avvertito sia i Carabinieri sia la polizia locale che la Guardi di Finanza per avere delucidazioni su tale comportamento se è previsto da Codice civile.
Non credo sia legale che se io dimostro l’acquisto di un bene e tale bene non funzioni non mi vanga sostituito o rimborsato, ma ora me lo dirà il legale dell’associazione consumatori.
Esigo una risposta a breve giro per sapere e conoscere il regolamento e capire se si può rimettere in commercio tale bene non funzionante o aver visionato se io a casa lo avessi fatto a pezzi prima di riconsegnarlo, come può un direttore di filiale entrare nel proprio ufficio, senza invitarci ad entrare per farci continuare ad esporre la nostra versione ma solo trincerandosi dietro un “il regolamento non lo prevede”, alimentando il nostro malcontento. Il bene è di poco valore commerciale parliamo di  euro 19,90 ma il mio malcontento è enorme.
Proprio perchè sono una persona molto limpida e chiara comunico anche che tale mail verrà pubblicata su un blog locale ma con respiro nazionale, sempre per la MIA correttezza estrema toglierò l’indirizzo del punto vendita.
Cordiali saluti
(p.d.)

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