Home Cronaca Viterbo, Lettera n° 2 al procuratore Auriemma da cittapaese.it: “L’informazione locale in mano a “picchiatori” e affaristi”
Viterbo, Lettera n° 2  al procuratore Auriemma da cittapaese.it: “L’informazione locale in mano a “picchiatori” e affaristi”

Viterbo, Lettera n° 2 al procuratore Auriemma da cittapaese.it: “L’informazione locale in mano a “picchiatori” e affaristi”

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Ill.mo Signor Procuratore Auriemma,

non è solo la politica a dover essere liberata dai conflitti d’interesse e dagli affari di parte; il mondo dell’informazione non è secondo in questo campo a nessuno.

Giornalisti che lavorano al’interno di organizzazioni di eventi che poi firmano edizioni locali di giornali, uffici stampa di istituzioni che si trasformano in opinionisti, sedicenti guru che attaccano ad orologeria apparentemente per vedere chiaro nella cattiva amministrazione, ma in realtà per difendere la propria lobby contro le altre lobbies, per tutelare le proprie iniziative da possibili concorrenze o incassare i “diritti pubblicitari” giusti.

Viterbo è una città strana, tutti sanno come funziona il sistema e tutti lo subiscono passivamente, confidando che lo stesso sistema possa portare utili anche a se stessi.

L’uso dell’informazione come clava per minacciare, intimidire, riscuotere quanto desiderato, è prassi consolidata: il mercimonio delle apologie o degli attacchi vibranti contro l’”avversario” anche.

Strano solo che un meccanismo così ben oliato sia venuto fuori nel caso Gianlorenzo, poi il nulla: si accomodino pure i “picchiatori ad orologeria” in conflitto d’interesse, la loro impunità è ancora garantita.

Sono in tanti i giornali on line a Viterbo, ma pochissimi quelli fatti con professionalità e in grande maggioranza invece le bacheche del copia incolla: tutti giornalisti (che dovrebbe significare sapere fare il mestiere più che mostrare solo una tessera che ormai l’ordine dà a tutti per fare cassa…) a caccia del politico che procuri loro qualche pubblicità, che cercano di accreditarsi al soldo di quello o quell’altro per un piatto di minestra.

Una situazione che ha già distrutto l’informazione cittadina e che la rende ogni giorno che passa meno credibile: un mercato pubblicitario praticamente inesistente, un marchettificio generale che sta deprimendo ancor più una zona già depressa.

In questo panorama tragico, in questa disfatta sociale di una intera città c’è qualche intraprendente affarista-scribacchino   che cerca di portare a suo vantaggio il livello infimo generale magari alzando il prezzo con qualche politico molto noto, pretendendo a tutti i costi l’acquisto di spazi pubblicitari da quest’ultimo con frasi del tipo: ” Se non mi compri uno spazio ti rovino”.

Ricatto, atteggiamento malavitoso? Mah, sarebbe forse già dare a episodi del genere una dignità di cronaca nera, quando trattasi di esempi di poraccitudine arrogante da provincia fuori dal mondo.

Povera Viterbo, città d’arte e cultura sempre più sulla carta, in un  mondo ideale che non c’è.

Nel ringraziarla per l’attenzione, porgiamo distinti saluti

redazione di cittapaese.it

Ps. sono episodi su cui in ogni caso non sarebbe male la Procura cominciasse ad indagare, comunque

ps. di seguito i link degli articoli in cui ci siamo occupati del fenomeno

Viterbo, non solo la politica, ma anche il mondo della cosiddetta informazione pieno di conflitti d’interesse: cronache di picchiatori del web che agiscono ad orologeria solo per tutelare i loro “affari” e “ricattare” le istituzioni

Viterbo, informazione e politica: “Se non compri pubblicità ti rovino”, noto politico perseguitato da giornalista web

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