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Viterbo, lettera aperta : “Caro Arena le auguriamo la campagna, ma quella vera, non elettorale”

Viterbo, lettera aperta : “Caro Arena le auguriamo la campagna, ma quella vera, non elettorale”

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Caro Arena,

la sua esperienza di sindaco va a concludersi senza lasciare soverchi rimpianti nei cittadini, tranne nei suoi pasdaran: questo non significa che lei ci sia antipatico, tutt’altro, ma semplicemente che le valutazioni politiche ed amministrative devono essere tenute distanti da quelle umane, E se confermo che lei è persona piacevolissima per una chiacchierata ed un caffè, il suo profilo istituzionale lo ho visto sempre piuttosto  stretto, risicato, dai margini non ampi, come quello politico.

Le ricordo pure che i giornalisti non sono quelli che devono fare le domande comode per darle modo di rispondere comodamente, ma quelli che devono cercare di offrire ai loro lettori un quadro il più possibile vicino al reale su come stanno le cose.

E lei, lo sa, non ha mai dato l’idea di essere un condottiero indomito e libero di scorrazzare per come credeva, ma un passacarte piuttosto triste che vidimava per lo più provvedimenti imposti dall’alto che magari non conosceva neanche a menadito, almeno quella era l’impressione. D’altronde quando ho cercato di capire di più, proponendole lunghe interviste chiarificatrici lei me le ha sempre rifiutate, probabilmente non è mai stato un cuor di leone amante del dialogo, lei solo si concede a chi le chiede del tempo e del meteo di domani come l’illustrissimo cronista stralocal che stamane pubblicò un dialogo con lei.

Un’intervista in cui lei invece di ammettere un fallimento politico gigantesco che ha messo in ginocchio una città, ancora si nasconde nelle scuse, si atteggia a vittima di persecuzioni, sdogana la politica inciucista come normale e atipico considera chi vi si oppone.

Una vera e propria farsa sinceramente non sappiamo se più patetica o vergognosa, in cui lei perde completamente contezza della realtà e gioca con se stesso a chi la spara più grossa profittando delle cure silenziose dello scendiletto pennuto che l’accarezza.

Uno spettacolo di cattivo gusto, falsità, ipocrisia, buonismo da discount che ci allontana da lei ora definitivamente perchè di sentire la sua voce dal vivo profferir queste cose poco o niente ci interessa: così come i suoi appelli finto- guerrieri,  al ritorno in campagna elettorale che sbandiera.

Altro non sappiamo augurarle che una tranquilla campagna per un meritatissimo riposo all’aria buona e possibilmente, ce lo conceda per favore, senza più interviste e vittimismi da asilo.

(pasquale bottone)

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