Home Politica Viterbo, lettera aperta all’On.Mauro Rotelli: la sua voglia di verità sulla morte di David Rossi e dello scandalo Mps è anche la nostra, confidiamo nel suo coraggio
Viterbo, lettera aperta all’On.Mauro Rotelli: la sua voglia di verità sulla morte di David Rossi e dello scandalo Mps è anche la nostra, confidiamo nel suo coraggio

Viterbo, lettera aperta all’On.Mauro Rotelli: la sua voglia di verità sulla morte di David Rossi e dello scandalo Mps è anche la nostra, confidiamo nel suo coraggio

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Caro, anzi Egregio Onorevole Mauro Rotelli, una tantum abbandoniamo quel tono irrispettoso che questo sito usa spesso nei suoi confronti (“onorevole prescritto”, “Mauretto” e simili), per rivolgerci non all’uomo politico stra-local, bensì al rappresentante della Nazione (o Patria, se preferisce), al parlamentare, al legislatore, a colui, insomma, che con il suo voto determinante può far approvare leggi ed istituire commissioni d’inchiesta. Ed è proprio perché abbiamo trovato il suo nome tra quelli dei parlamentari di Fratelli d’Italia che propongono una commissione sulla morte di David Rossi e i tanti misteri ancora irrisolti del Monte dei Paschi di Siena, che abbiamo deciso di scriverle questa lettera aperta.

A noi, come a lei e al suo partito, sta molto a cuore capire se David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, sia stato assassinato, si sia suicidato o sia stato invece indotto al suicidio (l’ipotesi, a nostro modesto avviso, più probabile). Ieri sulla cronaca nazionale de “Il Tempo”, che leggiamo sempre meno volentieri da quando non compaiono più i pezzi del suo (ex?) compagno di partito Francesco Storace su fatti e fattarelli viterbesi, un lungo articolo di Giovanni Terzi (noto al grande pubblico come il quasi marito di Simona Ventura) annunciava come imminente, nonché supportata dall’assenso di tutti i partiti e i gruppi presenti nei due rami del parlamento, l’istituzione di questa commissione. Semmai lei, come speriamo, dovesse farne parte come membro, le consigliamo di andare un po’ al di là di quanto si legge nelle tre paginette che presentano la proposta. Le vulgate, Egregio Onorevole, spesso non sono la chiave giusta per arrivare alla verità. La sinistra (non solo) senese, lo IOR, la massoneria, i poteri forti, i festini con escort di tutti i sessi anche minorenni, le prove frettolosamente distrutte, le tante incongruenze sulla scena del suicidio e via dicendo, sono tutte cose che da anni andiamo leggendo e sentendo in libri, giornali, siti e trasmissioni televisive.

Sarebbe invece cosa buona e giusta, e un partito come il suo che a quanto ci risulta non ha o non dovrebbe avere scheletri nell’armadio né a livello locale né a livello nazionale potrebbe giocare tranquillamente questa carta, se, una volta insediata, la commissione acquisisse le carte dell’inchiesta archiviata dalla procura della Repubblica di Viterbo sulla fuga di notizie riguardo allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena. Come anche lei sicuramente ricorderà, un magistrato viterbese, all’epoca di stanza alla procura della Repubblica di Siena e titolare con altri colleghi di diverse inchieste inerenti la storica banca, si era confidato via cellulare con un avvocato viterbese suo amico sotto controllo telefonico per questioni locali. In meno di un anno, tempo autenticamente record per la giustizia italiana, la magistratura viterbese ha archiviato l’inchiesta per la presunta fuga di notizie. Ma se rilegge bene, Egregio Onorevole, l’intercettazione telefonica tra i due antichi sodali e uomini di legge, pubblicata dal quotidiano “La Verità” il 5 febbraio scorso, c’è un passaggio che, a nostro avviso, avrebbe meritato di essere maggiormente approfondito. Secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, in data 19 febbraio 2013 l’avvocato “chiede all’amico [magistrato] se abbiano una gola profonda e la risposta di N. è affermativa: «Può servì per ricostruire l’operazione»”. ino a quella data, però, tutte le varie fonti, sia cartacee che internettiane, avevano parlato in termini molto vaghi e dubitativi di una “gola profonda” interna al Monte dei Paschi di Siena, quindi confermare nero su bianco questa circostanza in una telefonata privata, per giunta intercettata, non equivale assolutamente a raccontare una notizia di dominio pubblico.

Tanto più, aggiungiamo noi, che molte ricostruzioni indicano proprio il suicida David Rossi come la famosa “gola profonda”, se non operativa quanto meno in fieri, che avrebbe permesso agli inquirenti di scoprire gli altarini piccoli e grandi della banca senese. Egregio Onorevole, commissione o non commissione, crediamo che non sia inutile che lei, che ha dimostrato in più di un’occasione di essere un politico coraggioso, approfondisca questa questione, non proprio secondaria, della “gola profonda” e della relativa fuga di notizie. Siamo sicuri che non ci deluderà.

 

Cordiali saluti.

(Faria Abate)

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