Home Politica Viterbo, le vite parallele di Enrico Panunzi e Mauro Rotelli, fratelli di Tuscia le cui trasversali gesta ogni dì narra no stop il Plutarco stra-local
Viterbo,  le vite parallele di Enrico Panunzi e Mauro Rotelli, fratelli di Tuscia le cui trasversali gesta ogni dì narra no stop il Plutarco stra-local

Viterbo, le vite parallele di Enrico Panunzi e Mauro Rotelli, fratelli di Tuscia le cui trasversali gesta ogni dì narra no stop il Plutarco stra-local

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Βίοι Παράλληλοi. Le vite parallele di Plutarco, multiforme intellettuale della Grecia antica, mettevano a confronto le biografie di due insigni personaggi per illustrare affinità e differenze che li accomunavano o li dividevano. Ma i coraggiosi condottieri di tanta narrativa e storiografia vecchia e nuova o gli indomabili cavalieri difensori dell’Occidente usciti dalla sulfurea penna di Jean Cau non esistono più. E in loco, purtroppo, non avendo a disposizione vite parallele come quelle di Alessandro Magno e Giulio Cesare o di Demostene e Cicerone, dobbiamo accontentarci di narrare, con piglio più stra-local che plutarchiano, le vite parallele e le eroiche gesta di due incliti rappresentanti del popolo della nostra provincia depressa (e spesso anche deprimente).

Il primo è Enrico Panunzi detto Rico, classe 1960, sindaco per ben 12 lunghi anni della natìa Canepina, presidente dell’Ater durante il lunghissimo regno di Ugo Gigli (con cui, a differenza di molti suoi predecessori e successori, è sempre andato d’amore e d’accordo), consigliere regionale (“onorevole”, titolo improprio ma molto in voga nei palazzi del potere) dal 2013, imprenditore agricolo ma anche professore e dirigente scolastico (due qualifiche che illuminano il suo altrimenti laconico curriculum vitae) e, ultimo ma non per importanza, azionista di maggioranza del Partito Democratico viterbese.

Il secondo è Mauro Rotelli detto Mauretto, classe 1971, viterbese, militante del missino Fronte della Gioventù e poi dirigente di Alleanza Nazionale, Partito delle Libertà e Fratelli d’Italia, ininterrottamente consigliere e/o assessore del comune di Viterbo dal 2004 al 2013 (nel 2007 passa 54 giorni agli arresti domiciliari per “corruzione e turbativa d’asta”: sul piano penale i reati cadono in prescrizione nel 2014, sul piano civile, invece, la Corte dei Conti nel 2018 lo condanna insieme al dirigente comunale Mario Rossi a risarcire il comune di Viterbo per 140 mila e 418 euro), deputato di Fratelli d’Italia dal 2018, consigliere del ministro della gioventù Giorgia Meloni dal 2008 al 2011, due lauree (Economia Aziendale e Scienze Politiche), organizzatore di serate (a pagamento) in discoteca, inventore della cosiddetta estate viterbese (“Summer Village” e succedanei vari), ideatore e organizzatore del Festival di Cultura Digitale Medioera, ufficialmente dipendente a tempo indeterminato presso la società Digit Consulting Srl (informatica, tecnologia e piattaforme: tra i clienti i comuni di Castel Sant’Elia, Monte Romano, Sutri, Villa San Giovanni in Tuscia, Bassano in Teverina e l’Università Agraria di Tarquinia) e, ultimo ma non per importanza, amministratore delegato di Fratelli d’Italia viterbese.

A parte il comune denominatore della politica come scelta di vita (Giorgio Amendola, ovunque sia, ci perdoni), in cosa sono simili e in cosa differiscono questi due personaggi? Diversa è la parte politica di (preistorica) appartenenza: il vecchio PCI (sinistra) per Panunzi e il vecchio MSI-DN (destra) per Rotelli. Quella attuale, e qui già scendiamo nel campo delle similitudini, è un po’ più sfumata, per non dire confusa. Panunzi (Pd, centrosinistra) e Rotelli (Fratelli d’Italia, centrodestra), con la ruota di scorta degli ultimi mohicani di Forza Italia e frattaglie varie, governano infatti tutti insieme appassionatamente l’Amministrazione provinciale (uomo dello schermo l’incolore Pietro Nocchi) e, attraverso il grimaldello delle liste civiche-ammucchiata, un congruo numero di comuni. Padri padroni non solo dei rispettivi partiti ma anche delle coalizioni di riferimento (illuminanti, a questo proposito, le ultime elezioni amministrative di Civita Castellana e le turbolenze che periodicamente terremotano l’amministrazione comunale di Viterbo), i due sono teorici e pratici di quella spregiudicata politica trasversale che ha allontanato milioni di cittadini dalla politica precipitando l’Italia nel gorgo dei populismi più dissennati e demagogici.

Panunzi & Rotelli, che tanto si somigliano e tanto si pigliano, hanno trovato il loro Plutarco non nell’estensore di queste note, bensì nel megadirettore del webgazzettino stra-local più letto del cosmo. Un Plutarco più pratico che teorico, con un borsino di politici e politicanti stra-local in continuo e frenetico aggiornamento, un autentico stacanovista del “riceviamo e pubblichiamo” e dello “spazio pubblicitario” e, ultimo ma non per importanza, un king maker non proprio beneaugurante. Evidentemente Panunzi & Rotelli non sono superstiziosi. Buon per loro.

(Gaspare Seneca)

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