Home Politica Viterbo, le leggi non sono opinioni, la Fondazione Caffeina può essere sciolta in qualsiasi momento dal Prefetto; cittapaese.it vi spiega perchè e quanto dichiarato dall’art. 25 del Codice Civile
Viterbo, le leggi non sono opinioni, la Fondazione Caffeina può essere sciolta in qualsiasi momento dal Prefetto;  cittapaese.it  vi spiega perchè e quanto dichiarato dall’art. 25 del Codice Civile

Viterbo, le leggi non sono opinioni, la Fondazione Caffeina può essere sciolta in qualsiasi momento dal Prefetto; cittapaese.it vi spiega perchè e quanto dichiarato dall’art. 25 del Codice Civile

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Che la Fondazione Caffeina sia stata finalizzata a realizzare obiettivi politici lo dice lo stesso arco di tempo che intercorre tra la sua istituzione (8 novembre 2012) e la nascita del movimento politico fondato da Filippo Rossi, Viva Viterbo (18 dicembre 2012), poco più di un mese. Rossi da quel momento avrebbe iniziato una lunga campagna elettorale come candidato sindaco alle comunali del 2013 che lo avrebbe portato poi ad un’alleanza di fatto con il centrosinistra e ad ottenere addirittura la poltrona di assessore alla cultura per il suo più stretto collaboratore, legale e “socio” della Fondazione Caffeina, l’avvocato Giacomo Barelli e quella di Presidente del Consiglio Comunale per lui stesso senza rinunciare al suo ruolo di direttore artistico di festival ed eventi messi su e prodotti anche con il contributo di fondi pubblici ed in special modo comunali.

In tal modo Caffeina diventa un “festival partito” e la Fondazione omonima disattende quanto contenuto nell’articolo 1 e 3 dello statuto (“la fondazione non ha scopo di lucro, non può distribuire utili, è aconfessionale, apolitica, apartitica, ed è volta all’esclusivo perseguimento di fini di promozione culturale e solidarietà sociale”) e il suo operato entra in diretto contrasto con quanto dichiarato dall’art. 25 Codice civile che prevede in questi casi lo scioglimento e il commissariamento da parte di autorità governativa (nel nostro caso il Prefetto) così motivandoli: “L’autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull’amministrazione delle fondazioni; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell’atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all’atto di fondazione, all’ordine pubblico o al buon costume [23 co. 4]; può sciogliere l’amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge(1).

Stante il suo ruolo “politico sul territorio”, confermato anche dallo stesso Filippo Rossi che in un’ intervista rilasciata a Tusciaweb, a firma Daniele Camilli, il 30 gennaio 2018 l’ideologo della “buona destra” (che vota a sinistra) chiedeva il voto per sè alle regionali come candidato della Lista + Europa di Emma Bonino, con la seguente motivazione:”La mia candidatura nasce in quanto direttore artistico della Fondazione Caffeina. Io ci metto la faccia in tutto quello che faccio. Il Filippo Rossi che sta chiedendo il voto è il Filippo Rossi che ha costruito Caffeina, che ha fatto Caffeina festival, che ha fatto Caffeina christmas village e che ha riaperto il teatro. E tutte queste cose sono costate una fatica enorme che è politica e non è nient’altro” e poi aggiungeva: ” Caffeina è una fondazione culturale che agisce politicamente perché cambia il destino di una città. La mia candidatura è nata in quanto creatore di Caffeina e non nonostante Caffeina. Non nascondendomi. E chiederemo il consenso anche perché abbiamo fatto Caffeina. Anche per quello” viene meno alle fondamenta della sua azione.

Una Fondazione che nasce apolitica e apartitica e poi alla fine diventa essa stessa forza politica e “partito movimento” è a rischio scioglimento del Prefetto in qualsiasi momento.

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