Home Politica Viterbo, le guerre interne del pd che fanno sempre più “piangere”, la goliardia “schierata” di Barelli, la tradizione “stalinista” si rinnova a Viterbo
Viterbo, le guerre interne del pd che fanno sempre più “piangere”, la goliardia “schierata” di Barelli, la tradizione “stalinista” si rinnova a Viterbo

Viterbo, le guerre interne del pd che fanno sempre più “piangere”, la goliardia “schierata” di Barelli, la tradizione “stalinista” si rinnova a Viterbo

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Nella tradizione stalinista si sa il nemico è il collega della porta accanto o il compagno di partito non fedele alla linea che deve essere pugnalato alla schiena: la sinistra pd viterbese, rifacendosi a questa tradizione, come del resto a livello nazionale i post-ds, continuano nella “meritoria” opera.  Un unico partito, formato dal Capogruppo pd Ricci, e dalla  Delle Monache, Serra,  Quintarelli,  di cui fanno parte in realtà anche il civico Barelli, che ne è il leader di fatto e a cui è molto vicino il monostellato Erbetti.

Diciamo questo perchè lo spettacolo fornito dal Pd viterbese è davvero stancante e ripetitivo: tutti contro la Ciambella (non mi sembra l’ultima arrivata, nè una supermoderata di centro, perchè non provare a ricompattare il gruppo con lei?) da mane a sera come fosse la causa di ogni male. E va bene  che non si sa perchè ma Fioroni e Panunzi sono ai ferri corti e va bene che l’amministrazione Michelini ne ha compiuti tanti di errori, e va bene che le incomprensioni furono parecchie, ma se i democrats continuano a farsi la guerra dall’interno perdono sempre più faccia ed elettori.

Barelli punzecchia l’ex capogruppo pd col gioco di Taletopoli, ma non ride nessuno, perchè questi conflitti intestini non divertono gli elettori, li fanno piangere e cambiare bandiera. D’altronde non è solo la Ciambella a criticare la gestione della società idrica che gode forte antipatia tra tanti cittadini e sindaci, che ha fatto in modo che si creasse un apposito comitato per l’acqua pubblica “Non ce la beviamo”: le tariffe sono salate, la qualità dell’acqua non è appurata e il presidente Bossola in certi mari tempestosi ci è finito da solo. Ci meraviglia che un uomo intelligente come Barelli si sia perso in una battuta così scontata, ma non per il gioco di società, ma perchè il problema c’è, non lo ha inventato la consigliera Pd.

Ed è un problema che fa venire tante domande a cui il sindaco Arena deve rispondere, lo promette da tempo, ma non lo fa mai, perchè? Conosce bene la situazione, ha svolto bene il suo ruolo, ha controllato quello che doveva controllare, è riuscito finalmente a trovare al telefono il presidente Nocci?

Se non risponde mai il primo cittadino da mesi, non mi sembra “sovversivo” che le domande vengano riposte, mi sembra naturale, non una fissazione.

Inquieta invece la fissazione tafazziana del centro-sinistra viterbese, meglio perdere e accordarsi con il nemico che trovare un accordo tra le sue varie anime.

Ovviamente non è che uno può dire a Barelli che di giochi di società da regalare per Natale ce ne sarebbero tanti, chissà se il sindaco gradirebbe Caffeinopoli, viste le pressioni che continua a ricevere da quegli ambienti,  o anche Debitopoli, visto quel po’ di soldini che la fondazione dovrebbe ancora, pare, distribuire in giro, per prestazioni varie d’opera.

Ma la fondazione ha santi in paradiso che l’aiutano, Rik, l’artefice magico, Smeriglio, Superzinga, lo stesso leader di fatto Barelli che alle sue cose trova sempre il modo di pensare.

L’apparato stalinista del Pd locale, continua a restare chiuso in se stesso, blindato e verticista, poco comunicativo con l’esterno (parla solo con l’house organ , il gazzettino stralocal)  con  cui le anime della sinistra democratica, sindacale, liberale, socialista, ma anche comunista  non possono relazionarsi come vorrebbero.

Bersagliare i nemici interni non serve a niente, servirebbe una seria autocritica ed una proposta di nuovo csx democratico,  plurale, senza preconcetti e guerre di posizione per il solo potere.

(pasquale bottone)

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