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Viterbo, l’avanspettacolo del “buon padre” Arena, Teneroni si nasce, partigiani si diventa

Viterbo, l’avanspettacolo del “buon padre” Arena, Teneroni si nasce, partigiani si diventa

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Quando si dice avere il polso della situazione. Anche nella sua nuova versione partigiana, che uno si aspetterebbe se non bellicosa quanto meno un po’ più decisionista, The Mayor Giò non può fare a meno del suo tratto “buonsensaiolo” che, in anni lontani, gli fruttò il nomignolo di “Tenerone” da parte del padre (ormai nonno) di tutti i pennaruli stra-local. Uno che poggia il suo adipe sui banchi della Sala d’Ercole quasi ininterrottamente dall’anno domini 1995, sa o dovrebbe sapere che l’approvazione del bilancio di previsione, tra appetiti e assalti alla diligenza della maggioranza ed emendamenti e polemiche dell’opposizione, non è proprio un passaggio indolore.

Però, siccome teneroni si nasce e partigiani si diventa, The Mayor Giò pubblica sul social di cui è reuccio incontrastato una sua foto, accompagnata da una didascalia che è il top del buonsensaiolismo, per tranquillizzare le moltitudini di “amici” (sicuramente più numerosi dei suoi elettori al prossimo giro, semmai ci sarà). La foto è gia, comunicativamente parlando, un capolavoro: un The Mayor Giò, giacca-cravatta-camicia abilmente coordinate, pochette verde nel taschino della giacca (un messaggio subliminale per la Lega Salvini?), seduto compostamente al suo scranno sindacale, che sorride beato sotto la mascherina. La didascalia, teneronissima e buonsensaiolissima, è un altro capolavoro (che abbia assunto come spin doctor il versatile (politicamente) Max Capo?): “Ore 23 consiglio comunale discussione sul bilancio di previsione. La notte è ancora giovane. Come un buon padre di famiglia cercherò, con il contributo di tutti i consiglieri, di arrivare ad approvare un bilancio giusto”. Amen!

Purtroppo non è andata così. A quanto si legge infatti sul webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo, e ci limitiamo ai soli titoli delle cronache vergate con il solito umorismo da “compagnuccio della parrocchietta” dal vetusto e pensionando Signorino Grandi Firme, “troppi assenti e manca il numero legale, scivolone della maggioranza”, “parcheggio, il centrodestra fa retromarcia e si scontra con l’opposizione” (battutona: il Sordi “compagnuccio della parrocchietta” l’avrebbe pronunciata assolutamente identica) e, infine, “bilancio, è resa dei conti in consiglio”. Altro che bilancio giusto, un’autentica tragedia: il buon padre di famiglia, per colpa dei figlioli discoli e rissosi, coinvolto addirittura in una cruenta “resa dei conti”. O Partigiano Giò, imbraccia lo “Sten” e ammazzali tutti!

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