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Viterbo, la strana concezione della democrazia dei sindaci di Bassano in Teverina e Sutri

Viterbo, la strana concezione della democrazia dei sindaci di Bassano in Teverina e Sutri

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Il compianto Ugo Lentini, uno dei pochi e autentici liberali di Viterbo e provincia, tra la fine degli anni 90 e i primi anni di questo secolo ricoprì l’incarico di difensore civico per conto dell’amministrazione provinciale. In questa veste scrisse un rapporto, che all’epoca passò inosservato o quasi, sullo stato dei rapporti tra maggioranza e opposizione e, più in generale, sul rispetto delle regole, non solo amministrative, nei 60 comuni che compongono la nostra provincia. Il quadro così come descritto da Lentini risultava in molti casi, specialmente nei tanti comuni con poche centinaia o poche migliaia di abitanti, opaco e inficiato da forme di malcelato consociativismo che incidevano soprattutto sui bilanci delle amministrazioni.

Da allora poco è cambiato, se non in peggio. Molti comuni, e non solo tra quelli con poche centinaia o migliaia di abitanti, sono infatti attualmente governati da alleanze “contronatura” tra spezzoni di centro-sinistra e spezzoni di centro-destra o, grazie a “desistenze” strategiche, da una sola compagine politica che amministra senza il fisiologico controllo di una qualsiasi forza di opposizione. Esiste, infine, una terza categoria, finora fortunatamente minoritaria, di comuni governati da amministrazioni che, in corso d’opera, hanno cambiato maggioranza politica in virtù di trasformistici ribaltoni. Per non rimanere nel vago, facciamo due esempi di questo malcostume amministrativo ripresi dalle cronache di questi ultimi giorni.

A Bassano in Teverina, dove alle ultime elezioni, malgrado i diktat del famigerato partito trasversale (e soprattutto del PD panunziano), ha concorso una seconda lista (sacrilegio!) eleggendo persino dei consiglieri, la maggioranza guidata dal famoso (per i lettori di “Zingaweb”) Alessandro Romoli (ignoto ai più il suo curriculum vitae: lavorerà per qualche servizio segreto?), in precedenza abituata a governare senza il controllo dell’opposizione, ha diffuso un documento, in cui tra le numerose amenità si legge che “gli alunni [i consiglieri d’opposizione] pur manifestando una lodevole volontà di impegnarsi nell’attività amministrativa presentano alcune lacune nella conoscenza dei fondamenti della disciplina normativa vigente in materia di enti locali”.

E inoltre che “come manifestato platealmente nella prova orale del consiglio comunale, gli alunni sono affetti da scarsa capacità propositiva e da insufficiente attività cognitiva. Si consiglia un approfondimento estivo così che a settembre possano sostenere gli esami di riparazione anche in questa materia”. L’umorismo greve (“insufficiente attività cognitiva”) di Romoli & Co. si commenta da solo, ma non sarebbe male se sua Eccellenza il Prefetto di Viterbo ogni tanto distogliesse lo sguardo dai gravosi impegni che il suo incarico comporta per rivolgerlo a questioni, come questa della “pagella” con cui l’arrogante maggioranza romoliana beffeggia non solo l’opposizione ma soprattutto chi ha la ventura di avere familiari e amici affetti da disturbi cognitivi (sulle malattie, anche in mancanza di una apposita legge, non dovrebbe essere consentito scherzare), che riguardano non la forma, ma la sostanza di quella che, a proposito di “lacune nella conoscenza”, si chiama democrazia (sostantivo annoverato anche nei dizionari on-line, per chi ne ignorasse il significato). Nel comune di Sutri, che ha visto il sindaco (il celebre storico dell’arte-giornalista-polemista-deputato-eccetera Vittorio Sgarbi) passare da una maggioranza di centro-destra (votata dagli elettori) a una di centro-sinistra (sancita da un ribaltone e non dal voto degli elettori), le offensive e volgari “pagelle” sono sostituite dalla pratica del cosiddetto “bannaggio”, che sui social gestiti dal comune colpisce i cittadini che osano criticare (educatamente) questa o quella decisione dell’amministrazione.

Evidentemente Sgarbi, che da qualche tempo ha una rubrica fissa sul periodico di CasaPound “Il Pensiero Nazionale” (proprio lui che una volta insultò un consigliere della sua ex maggioranza definendolo un “fascista di CasaPound”), ha una concezione molto personale e singolare della democrazia. Ma non è la prima volta che l’onorevole critico sale alla ribalta, anche nazionale, per le sue intemperanze nei confronti di normative (la campagna “negazionista” sui decreti anti Covid), opposizione e semplici cittadini. Anche nel suo caso sarebbe auspicabile un intervento pacato ma fermo di sua Eccellenza il Prefetto di Viterbo. Perché la democrazia, esattamente come la legge, è o dovrebbe essere uguale per tutti.

(Peppino Pulitzer)

foto: tusciaweb (tutti i diritti riservati)

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