Home Cronaca Viterbo, la sfortunata storia della piazza e della fontana della Crocetta, quando la bellezza viene usata come garage a cielo aperto per arroganti automobilisti
Viterbo, la sfortunata storia della piazza e della fontana della Crocetta, quando la bellezza viene usata come garage a cielo aperto per arroganti automobilisti

Viterbo, la sfortunata storia della piazza e della fontana della Crocetta, quando la bellezza viene usata come garage a cielo aperto per arroganti automobilisti

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Vedetela Piazza della Crocetta, in pieno centro, un luogo della storia, un luogo dell’anima per quanto è bella, con la sua omonima fontana: sia la piazza che la fontana devono il nome all’ordine religioso dei Crociferi che nel 1600 si stabilì nella chiesa. Gli appartenenti all’ordine portavano una croce di panno rosso, cucita sulla tonaca, da cui proviene il termine crocetta.
La fontana è nota anche come “Fontana di Santa Rosa” perché è legata a uno dei miracoli della santa patrona. Si racconta che la santa, da bambina, abitando nelle vicinanze attingesse acqua a questa fontana. Un giorno, un’altra bambina impegnata nello stesso compito, ruppe la sua brocca e per paura di essere rimproverata, incolpò la piccola Rosa.
La santa senza scomporsi raccolse i cocci e li ricompose, restituendo alla bambina la brocca intatta. Questo episodio è raffigurato nell’elemento finale della fontana, aggiunto a posteriori.
La fontana costruita su due scalini per pareggiare il dislivello della strada, presenta una vasca circolare con specchiature rettangolari. Al centro s’innalza la colonna, sulla quale troviamo il classico fuso decorato con le consuete teste di leone da cui fuoriescono le cannelle dell’acqua. La particolarità di questa fontana è dovuta alle teste umane, una femminile e una maschile, che sostituiscono due delle abituali teste leonine.
Su uno degli otto lati della cuspide sovrastante è presente un originale bassorilievo raffigurante un cane che corre (visit.viterbo).

Un posto incantevole vittima quotidianamente del parcheggio selvaggio nell’indifferenza di cittadini e istituzioni.

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