Home Politica Viterbo, la nota, Rotelli e la pericolosa deriva neo-fascista di Fratelli d’Italia, apertura alla destra estrema e “banalizzazione” dei valori anti-fascisti
Viterbo, la nota,  Rotelli e la pericolosa deriva neo-fascista di Fratelli d’Italia, apertura alla destra estrema e “banalizzazione” dei valori anti-fascisti

Viterbo, la nota, Rotelli e la pericolosa deriva neo-fascista di Fratelli d’Italia, apertura alla destra estrema e “banalizzazione” dei valori anti-fascisti

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Appena costituitosi avevamo sperato, per la stessa democrazia italiana, che il partito Fratelli d’Italia si ispirasse saldamente ai valori dei conservatori europei, diventando così anche una alternativa di governo possibile e “liberale” per il nostro paese. Non è stato così, assistiamo oggi da parte della Meloni ad una politica “gridata”, che non prova nemmeno a mettersi l’abito buono e semina vento su ogni tema, con la “scusa” di essere dalla parte del popolo. Un populismo tranchant che smentisce solo a parole e non nettamente alcune sue mai sopite “nostalgie” e che si rifà alle tradizioni del msi,   partito anti-sistema di destra social-revanchista che, ricordiamolo, non faceva parte dell’arco costituzionale italiano e che solo più tardi fu sdoganato, per motivi elettorali, più che ideologici, da Berlusconi in contrapposizione al “nemico comunista” (già morto e sepolto con la caduta del muro di Berlino, quindi inesistente, usato solo come spettro per aizzare le folle).

Dalle nostre parti non finisce di stupire il neo-deputato “fratelloitaliano” Mauro Rotelli che invece di pensare ai problemi della sua terra (che pure sono tanti) continua a segnalarsi per uscite che tutto hanno fuorchè un’idea politica dietro: la preoccupazione dell’ex missino è solo quella di favorire l’accesso a Fratelli d’Italia a quanta più gente possibile, aprendo addirittura a casa pound.

Un’apertura che lui giustifica essere funzionale “al fortificarsi di una destra capace, coerente e con contenuti” che  accolga  anche chi si autodefinisce “fascista” che definisce solo “anacronistico”.

Non sembra un nuovo esempio di destra plurale e moderna, così come la definizione di “antifascismo coperta di linus” (che si deve alla Meloni che Rotelli mutua) che non tiene conto dei principi fondanti della costituzione  repubblicana.

Che l’antifascismo non debba diventare solo una clava da impugnare come scorciatoia ideologica è un discorso che anche la sinistra più evoluta oggi riconosce, che non vada considerato un valore fondante della nostra democrazia è una aberrazione storica oltre che un segnale di neo-autoritarismo pericoloso per la tenuta democratica delle nostre istituzioni.

Se Rotelli sdogana la destra che si definisce fascista (sui perchè della cui rinascita andrà fatto un discorso  a parte, sono movimenti che nascono quando il sistema è in crisi. vanno analizzati a fondo per essere fronteggiati con le armi della giustizia sociale, non solo demonizzati) non dimostra maturità democratica nè respiro programmatico.

Mette su sempre di più un partito raccogliticcio e “personale” che mira solo alla conservazione di spazi di potere micro-lobbistici, per cui è pronto all’alleanza anche con una sinistra piddina viterbese che sembra avere i suoi stessi intenti.

Ma il suddetto è un “inciucio” squallido, davvero misero che fa orrore a tutti i viterbesi liberi e di cultura democratica, siano essi di destra, di sinistra o di centro.

(pasquale bottone)

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