26 Novembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Viterbo. la nota: “Ma dov’è il turismo in città? Io non lo vedo”, l’intervento di Maurizio Pinna “senza gelosie paesane”

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Quante città nel mondo attirano tutto l’anno per eventi unici con effetti speciali? E noi? Ancora giriamo con Sebastiano del Piombo, il museo della Macchina e le Terme Inps.

Ci si metta nei panni di chi dovrebbe partire dall’Inghilterra o dal Giappone per venire in viaggio a Viterbo, e ci si chieda come giustificare tre ricchi giorni di permanenza in città rimanendone affascinati e dispiaciuti per non essere riusciti a vedere tutto, tanto da indurci a fare il passaparola al nostro rientro.

Non sono i valori affettivi che ciascun residente, specie se nativo, ha sparsi per ogni viuzza di Viterbo ad attirare le flotte di turisti che vorremmo ricevere.

Questa provincia – come scrivevo oltre 16 anni fa in vari lavori di promozione turistica sbarcati in varie fiere del turismo e non solo – racchiude un tesoro inestimabile se inteso in maniera globale senza gelosie paesane.

Viterbo è il centro geografico di altri 59 comuni sparsi in un raggio di 50 km. Tutti i comuni, da soli, non giustificano la permanenza di turisti per più giorni. Da qui si comprende il mordi e fuggi.
Diversamente la sinergia tra tutti i comuni, togliendo la polvere, modernizzando il livello di accoglienza, lucidando i tesori di famiglia, permetterebbe di creare un circuito dove una settimana di tour non sarebbe affatto sufficiente, e al turista che si è trovato bene non rimarrebbe altro che tornare per proseguire le escursioni.

Cosa abbiamo da offrire al turista?

Tutto, tranne la montagna invernale che appare subito dopo i confini regionali (Amiata e Terminillo).
Per il resto il nostro patrimonio è dato dalla natura (paesaggi pianeggianti, collinari e panoramici di indubbia bellezza. Paesaggi creati dalle attività vulcaniche. Tre laghi non violentati dall’uomo, un litorale marino, fiumi, forre e le varie storie), testimonianze storiche che risalgono dal paleolitico per passare agli etruschi, ai romani, al medioevo fino allo Stato Pontificio che ha colmato di sontuosi palazzi e chiese quasi tutti i comuni.

E a tutto questo dobbiamo aggiungere ciò che anche attraverso la tecnologia e kermesse di livello internazionale come il Festival dei due mondi a Foligno, i singoli sono in grado di proporre e realizzare come valore aggiunto.

Basta riempirsi la bocca con le Terme Inps solo per copiare la paginetta del compito in classe del vicino di banco. Le Terme Inps devono essere riaperte per riparare i danni causati da chi permise di chiuderle. Le Terme Inps sono un errore causato dalla mala politica, e la politica, come atto di normalissima amministrazione, deve riaprirle silenziosamente. E  così avrebbe fatto solo la parte dell’obbligo proprio e non un gesto eroico.

La cultura, il turismo, la valorizzazione del territorio e la sua promozione mirata dopo aver lucidato a specchio tutto ciò che ora è decadente, irraggiungibile, coperto dai rovi è tutt’altra storia.

E come una qualsiasi storia deve essere raccontata e gestita da chi la conosce perché – non dimentichiamolo – se avremo un giorno il piacere di ospitare in un sol colpo 200 turisti per una settimana, saremo oggetto di seria valutazione poiché, quegli ipotetici turisti, ad ogni cena presso il loro albergo, ripenseranno alla giornata appena trascorsa non dimenticando le spese sostenute e le ferie consumate per onorarci della loro permanenza.

E noi, popolazione compresa, dovremmo essere adeguatamente pronti a offrire la massima efficienza e accoglienza, non il casereccio invito in trattoria a mangiare la carbonara o l’acqua cotta. Seppur buone pure quelle.

Siamo pronti per passare dalla teoria alla pratica? Alcuni veri operatori turistici si, la politica non mi sembra pronta poiché ciascuna amministrazione arranca non per promuovere il territorio, ma per trovare un elemento proprio da valorizzare ponendoci la propria firma.

Non è questa la strada per il paradiso e Viterbo, così com’è, da solo, non è ancora un paradiso per accogliere tanti angeli.

Quello che mi rammarica, inoltre, è che le giuste persone far fare tutto questo le avremmo anche. C’è, però, una forza oscura che rema contro, e il più valido non riesce a fare che qualche piccolissimo passo avanti con gran fatica… fino, poi, a mollare.

Maurizio Pinna

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